Casi del mese Scrivi una lettera, salva una vita

Dalla sua nascita, nel 1974, il Gruppo Ticino di Amnesty International si impegna concretamente per le vittime di violazioni dei diritti umani, ovunque nel mondo. La diffusione sul territorio cantonale degli Appelli internazionali di Amnesty International raccoglie l'adesione di centinaia di persone nella Svizzera Italiana. Qui è possibile scaricare i casi, pubblicati mensilmente, contribuendo grazie all'invio di una semplice cartolina alla difesa dei diritti fondamentali di persone altrimenti dimenticate.

Partecipare all'azione è semplice.

Dopo aver scaricato il documento PDF del caso scelto, si può ricopiare il testo suggerito su una cartolina, firmare, e spedire al destinatario indicato.

Altrimenti il documento può essere stampato, per ritagliare il formulario già pronto, firmare e incollare su una normale cartolina prima di spedire per posta.

Nella scelta delle cartoline chiediamo di prestare la massima attenzione, privilegiando paesaggi o immagini il più neutre possibile così da non turbare le diverse sensibilità culturali e religiose.

Ogni cartolina, ogni firma, conta!

Grazie mille!

Appelli attuali 

VIETNAM

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Il 1°dicembre 2009, H'ô Duy Hài è stato condannato a morte dal tribunale popolare di Long An assieme ad altre seicento persone. La sua esecuzione sembra essere imminente.

L'intera procedura penale che lo riguarda è inficiata da irregolarità ed esiste il fondato sospetto che la sua confessione sia stata estorta con la tortura.

La stessa Commissione degli affari giudiziari dell'Assemblea Nazionale ha confermato che in questa fattispecie sono state commesse gravi violazioni delle procedure penali e ne ha raccomandato il riesame. Tuttavia il responsabile della procura pubblica di Long An insiste affinché l'esecuzione avvenga al più presto.

Amnesty International chiede che la condanna a morte di H'ô Duy Hài sia annullata perché contraria alle norme internazionali per processi equi. Chiede inoltre che venga fissata una moratoria per tutte le esecuzioni capitali.

 Agisci con Amnesty: scrivi alle autorità vietnamite affinché annullino la condanna a morte di H'ô Duy Hài!

EGITTO

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Malak al Kashef, donna transgender di 19 anni, è stata arrestata il 6 marzo scorso per aver usato internet per invitare alcune persone a una manifestazione pacifica dopo l'incendio del 27 febbraio alla stazione centrale Ramses del Cairo.

Malak al Kashef, attivista per i diritti umani, è detenuta in isolamento nel carcere maschile di Mazraat Tora sulla scorta di accuse completamente inventate. Nel passato,

in occasione di esami medici, era già stata vittima di molestie sessuali e il fatto che ora si trovi in un carcere maschile la mette a rischio, non solo di molestie ma pure di stupro da parte del personale penitenziario e degli altri detenuti.

Amnesty International chiede che la prigioniera d'opinione Malak al Kashef sia liberata immediatamente e senza condizioni in quanto detenuta unicamente per aver esercitato i suoi diritti alla libertà d'espressione e di riunione. Chiede inoltre che nel frattempo sia protetta contro maltrattamenti e contro esami medici anali che costituiscono atti di tortura.

 Scrivi alle autorità egiziane, chiedi libertà per Malak!

MOZAMBICO

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Amade Abubacar, un giornalista che lavora per la radio locale di Nacedje, nel nord del paese, è stato arrestato mentre stava intervistando alcune persone fuggite dalle loro case a causa degli attacchi del gruppo estremista “Al Shabab”.

Attualmente è detenuto nel carcere di Mieze e non gli è concesso di incontrare i suoi familiari. È sotto inchiesta per aver fatto “uso di mezzi elettronici al fine di incitare a commettere infrazioni “ e “ violazione di segreti di Stato”.

Amnesty International ne chiede la liberazione immediata e senza condizioni in quanto detenuto solamente a causa della sua attività giornalistica. Chiede inoltre che in attesa della sua liberazione sia protetto contro torture e maltrattamenti, che gli siano garantiti cibo, acqua e le cure mediche di cui necessita nonché contatti con la sua famiglia e i suoi avvocati.

 Amade ha bisogno del tuo sostegno: scrivi alle autorità del Mozambico!