© Ai Weiwei / Photo: © LAWILINK/Amnesty International
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Maratona di lettere 2016 Shawkan, Egitto, in carcere per aver fatto il suo lavoro

Mahmoud Abu Zeid, meglio conosciuto come Shawkan, faceva semplicemente il suo lavoro. Il 14 agosto 2013 questo fotoreporter egiziano stava seguendo un sit-in pacifico al Cairo, quando sono arrivate le forze di sicurezza.

“È stato come essere in un film americano,” ha scritto in seguito, “Come se fossimo stati in guerra. I proiettili, il gas lacrimogeno, gli spari, i poliziotti, i soldati e carri armati ovunque.”

Shawkan ha fotografato quanto stava avvenendo intorno a lui durante l’irruzione delle forze dell’ordine. Quel giorno era stato testimone di uno degli episodi più sanguinosi della recente storia egiziana, gli uomini della polizia e dell’esercito erano dispiegati in tutto il paese per soffocare la contestazione. Nello spazio di una sola giornata, hanno perso la vita quasi un migliaio di persone.

Quando la polizia ha scoperto che Shawkan era un giornalista lo ha subito arrestato. Gli hanno legato le mani con lacci di plastica che gli hanno provocato profonde ferite ai polsi. È stato picchiato e frustato con una cintura. È ancora in carcere, nella tristemente nota prigione di Tora, al Cairo, e non riceve le cure mediche di cui ha bisogno poiché è malato di epatite C.

Shawkan è in carcere da tre anni. Nel corso di una recente udienza ha detto al giudice: “Fare delle fotografie non è un crimine.” È vero.

Chiedi all’Egitto di abbandonare tutte le accuse contro Shawkan e di rilasciarlo immediatamente.

Scrivi al Procuratore generale egiziano. Chiedigli di abbandonare tutte le accuse contro Shawkan e di rilasciarlo immediatamente.

Trovi un modello di lettera qui.

Mostra a Shawkan che non è il solo a pensare che fare fotografie non sia un reato.

Scrivi o twitta dei messaggi di sostegno per Shwakan.

Digli cosa significa per te la libertà d’espressione.

Free Shawkan

Ahmed Abu Seif

211 E. Ohio St. Apt #2523

Chicago, Illinois – 60611 - Stati Uniti

Twitter: @ShawkanZeid (con l’hashtag #FreeShawkan)