Maratona di lettere 2022 Incarcerata per aver difeso il diritto alla memoria

Chow Hang-tung è stata condannata a 22 mesi di carcere per aver invitato ad accendere delle candele in ricordo delle persone uccise durante la repressione delle manifestazioni di Piazza Tienanmen del 1989. Rischia fino a 10 anni di prigione supplementari per un’altra accusa.

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Brillante studentessa in una prestigiosa università, Chow avrebbe potuto intraprendere una carriera di alto livello. Invece, ha scelto coraggiosamente di consacrare la propria vita a proteggere i diritti delle persone come avvocata e attivista per i diritti umani.

Chow è stata vicepresidente della Hong Kong Alliance, organizzazione che ha promosso la più grande veglia a lume di candela in memoria delle vittime della repressione di Tienanmen mai organizzata. Nel 1989 centinaia - forse migliaia - di persone furono uccise nelle strade intorno a Piazza Tienanmen, a Pechino, quando le truppe aprirono il fuoco, uccidendo i manifestanti che chiedevano pacificamente riforme economiche e sociali.

Il governo cinese vuole che la popolazione dimentichi Tienanmen ma Chow si è prefissa la missione di ricordare le vittime.

Nel 2020 e nel 2021, le autorità di Hong Kong hanno vietato la veglia adducendo ragioni di salute pubblica dovute alla pandemia di Covid-19. Il 4 giugno 2021 sui social media Chow ha incoraggiato le persone a commemorare la repressione accendendo delle candele. Quel giorno è stata arrestata per "promozione o divulgazione di un raduno non autorizzato".

Chow sta scontando 22 mesi di carcere per aver ricordato pacificamente le vittime di una terribile repressione. Rischia di essere nuovamente detenuta per aver presumibilmente messo in pericolo la sicurezza nazionale con le sue azioni del tutto pacifiche. Di fronte a tutto questo, emerge il coraggio di Chow. "Dire che non ho paura sarebbe una bugia, ma non ho così tanta paura da non osare fare nulla", dice.