Maratona di lettere 2022 Torturato e detenuto per aver manifestato

La condanna pronunciata contro Vahid Affari sembra impossibile: 54 anni e sei mesi di carcere e 74 frustrate. È in isolamento dal 2018 per aver partecipato, con i fratelli Navid e Habib, a delle manifestazioni contro le disuguaglianze e la repressione politica in Iran.

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La famiglia di Vahid Afkari è molto unita. A casa gli piaceva leggere, cantare e ballare con i suoi fratelli, Habib e Navid.

Vahid, Navid e Habib hanno partecipato pacificamente alle proteste contro la disuguaglianza e la repressione politica che si sono tenute a Shiraz, la loro città natale, nel 2016, 2017 e 2018. Il 17 settembre 2018, Vahid e Navid sono stati arrestati per aver protestato. Il terzo fratello, Habib, è stato arrestato tre mesi dopo.

Le autorità iraniane hanno tenuto i tre fratelli in isolamento, li hanno torturati e costretti a 'confessare' crimini che hanno ripetutamente affermato di non aver commesso. I tre fratelli sono stati condannati in base ad accuse politicamente motivate derivanti dalla loro partecipazione pacifica alle proteste.

Vahid e Navid sono stati condannati anche in base a un'accusa infondata riguardo l'omicidio di un agente di sicurezza. Le autorità hanno arbitrariamente condannato Navid a morte, mentre i suoi fratelli Habib e Vahid devono scontare decenni in carcere e 74 frustate ciascuno. Nel settembre 2020 i tre fratelli sono stati trasferiti in celle di isolamento.

Il 12 settembre 2020, Navid è stato messo a morte in segreto, senza che lui, la sua famiglia o i suoi avvocati fossero avvertiti in anticipo. L'esecuzione di Navid ha scatenato l'indignazione in Iran e in tutto il mondo e ha portato a un'intensificazione della campagna per Habib e Vahid. Habib è stato rilasciato nel marzo 2022, dopo aver trascorso 550 giorni in isolamento.

Le autorità hanno crudelmente tenuto Vahid in isolamento dal settembre 2020, isolandolo totalmente dagli altri detenuti, per punirlo per non essersi piegato alle richieste delle autorità di rilasciare dichiarazioni pubbliche contro le persone che in Iran e nel mondo hanno chiesto giustizia per la sua famiglia.