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Donne con disabilità /Iniziativa per l'inclusione L'Iniziativa di inclusione è particolarmente importante per le donne

In Svizzera l'uguaglianza per le persone con disabilità è ben lontana dall'essere raggiunta. Le persone toccate devono affrontare numerosi ostacoli. Le donne con disabilità subiscono una doppia discriminazione: per la loro disabilità e per il loro genere. Un'intervista con Karin Huber della rete Avanti.

9 marzo: Giornata nazionale di raccolta firme Iniziativa per l'inclusione: vuoi firmare anche tu? Appuntamento al mercato di Bellinzona dalle 9 alle 12

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Parteciperete alla Giornata dei Diritti della Donna dell'8 marzo?

Sì, la rete Avanti ha ricevuto un invito da Alliance F per l'evento che si terrà a Palazzo Federale. Ci sarà anche una delegazione dell'Iniziativa per l'inclusione e sono stata invitata tramite questo canale. Certo, non potrò parlare alla sessione plenaria, ma la visibilità delle donne1 con disabilità in questa occasione è importante: altre tre donne con disabilità parteciperanno insieme a me.

In che misura le donne con disabilità vivono oggi una doppia discriminazione?

Questa doppia discriminazione è evidente in diversi ambiti della vita. Prendiamo ad esempio l'accesso all'istruzione e al mercato del lavoro. Le ragazze con disabilità sono ancora confinate in occupazioni stereotipate, anche più delle ragazze senza disabilità. Questo è stato dimostrato da uno studio qualitativo sostenuto dalla nostra associazione. Le interviste con le persone interessate hanno rivelato quanto sia difficile per loro scegliere liberamente la professione.

L'accesso al mercato del lavoro è generalmente limitato per le persone con disabilità. Tuttavia, le donne con disabilità sono ancora meno attive degli uomini disabili. Perché? Dipende dai datori di lavoro o dalle istituzioni, che non forniscono un incoraggiamento e un sostegno sufficiente alle donne con disabilità?

Entrambi. Il supporto delle scuole e dei centri di formazione è estremamente importante. Un sistema scolastico segregato è l'approccio sbagliato per raggiungere l'inclusione, soprattutto in vista di un futuro impiego. La fiducia in sé stesse delle ragazze con disabilità deve essere rafforzata fin dalla fase di formazione, in modo che possano diventare più indipendenti e fare le proprie scelte. È necessario un cambiamento di valori all'interno delle istituzioni e tra i datori di lavoro.

Questa discriminazione specifica nei confronti delle donne con disabilità deriva da un'immagine obsoleta della donna?

Penso che gli stereotipi di genere vengano rafforzati quando si aggiunge una disabilità. Le donne con disabilità sono doppiamente esposte al paternalismo che generalmente esiste nei confronti delle persone disabili.

Le donne con disabilità sono anche più colpite dalla violenza sessualizzata rispetto alle donne non disabili.

Negli ultimi anni, la Rete Avanti e Amnesty International hanno unito le forze in un'ampia coalizione a sostegno del nuovo Codice penale in materia di reati sessuali. Pur non riuscendo a far adottare la soluzione "Solo sì significa sì", siamo riusciti a far adottare la variante "No vuol dire no". Quanto è importante questo successo per le donne con disabilità?

È importante che ora ci siano norme più chiare, perché il rischio di aggressione è grande per le donne con disabilità.

D'altra parte, pensare che le donne con disabilità abbiano bisogno di una protezione speciale è anche problematico. Può limitare la loro autodeterminazione: poiché pensiamo di doverle proteggere, decidiamo la loro sessualità per loro. L'autodeterminazione non deve essere sacrificata sull'altare della protezione dalla violenza sessuale.

Inoltre, il problema è che i servizi di protezione, come i rifugi per le donne che hanno subito violenza, sono spesso inaccessibili per loro.

Nell'ambito dell'autodeterminazione sessuale, devo menzionare anche i diritti riproduttivi delle donne con disabilità. Un articolo della legge svizzera sulla sterilizzazione continua ad autorizzare la sterilizzazione forzata di persone ritenute incapaci di discernimento, senza il loro consenso!

Secondo lei, qual è la ragione della mancanza di maggiori progressi nella nostra società? Le disposizioni legali e statutarie per la parità di diritti e di opportunità esistono già.

Gli effetti della discriminazione aggiuntiva sulla base del genere sono riconosciuti; la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità afferma chiaramente che gli Stati devono garantire che la situazione particolare delle donne con disabilità sia presa in considerazione. In Svizzera, la Legge federale sull'eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili fornisce una base giuridica. Manca però un'adeguata attuazione sotto forma di leggi efficaci e vincolanti, da cui si possano ricavare diritti e requisiti concreti.

In generale, la Svizzera è ancora molto indietro per quanto riguarda l'uguaglianza delle persone con disabilità, come dimostra in particolare la mancanza di accessibilità ai trasporti pubblici.

Non c'è abbastanza pressione sulle autorità, sugli enti locali e sulle istituzioni competenti?

Non esiste una strategia definita dalla Confederazione o direttive vincolanti per i Cantoni e i Comuni. È loro responsabilità attuare la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità - ecco perché la situazione varia da Cantone a Cantone, e ancora di più a livello comunale.

La  Legge federale sull'eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili (Legge sui disabili, LDis) offre anche una scarsa protezione contro la discriminazione da parte degli individui. È molto difficile, se non impossibile, intraprendere un'azione legale, in quanto bisogna essere in grado di dimostrare una discriminazione molto forte. E a causa dei costi di tale procedura, le grandi associazioni sono praticamente le uniche in grado di adire le vie legali.

In termini di accesso al mercato del lavoro, la Confederazione è l'unico datore di lavoro obbligato ad adottare misure per consentire alle persone con disabilità di poter lavorare. I datori di lavoro privati non sono obbligati a farlo.

Nel complesso, il risultato è che i diritti delle persone con disabilità vengono promossi solo attraverso "raccomandazioni" o "situazioni auspicabili".

Lei ha detto che c'è una maggiore consapevolezza delle preoccupazioni delle donne con disabilità. In termini concreti, dove vede dei progressi?

Per quanto riguarda la situazione particolare delle donne con disabilità, le esigenze specifiche sono certamente note. Nei Cantoni impegnati nell'attuazione della Convenzione di Istanbul, le preoccupazioni delle donne con disabilità sono prese in considerazione. Ad esempio, la rete Avanti riceve richieste di collaborazione per l'attuazione di alcune misure.

La visibilità delle persone con disabilità sta aumentando; ora abbiamo tre consiglieri nazionali disabili - ma sono tutti uomini.

Lei stessa è ipovedente. Quali ostacoli incontra quotidianamente?

Nella vita quotidiana, sono particolarmente colpita dal fatto che l'accessibilità digitale purtroppo non esiste. Ad esempio, i siti web e i programmi informatici spesso non possono essere utilizzati o solo in parte. Allo stesso modo, le offerte culturali sono solo parzialmente accessibili, con solo pochi film e spettacoli teatrali offerti con audiodescrizione.

Infine, come madre, trovo che essere un genitore con disabilità sia ancora un'eccezione - ad esempio, perché spesso sono l'unica persona con disabilità alle riunioni dei genitori. C'è paura del contatto e spesso vengo trattata con incertezza. Statisticamente, un numero maggiore di persone disabili non ha figli. La genitorialità con disabilità rimane un'area in cui è necessario intervenire.

Ha vissuto personalmente situazioni spiacevoli come donna a causa della sua disabilità? Situazioni che un uomo disabile non avrebbe vissuto allo stesso modo?

Da quando cammino con un bastone per non vedenti o con il mio cane, in modo da essere riconoscibile come persona con disabilità, ho notato che mi si rivolge più spesso in modo indesiderato. O che le persone fanno dei commenti. Soprattutto si tratta di una mancanza di distanza e di rispetto, che forse è meglio garantita nel caso degli uomini.

Come affronta questo problema?

Adotto alcune strategie, come quella di rimanere un po' inaccessibile.

Lei è anche attiva nel Comitato dell’Iniziativa per l’Inclusione. Dove vede le opportunità per le donne con disabilità nel dibattito politico che questa iniziativa sta generando?

Se, come speriamo, l'iniziativa sarà accettata, l'effettiva uguaglianza delle persone con disabilità dovrebbe ricevere un impulso. Nel campo dell'istruzione, le donne trarrebbero sicuramente beneficio dall'abolizione del sistema scolastico separato. Ci dovrebbero essere anche maggiori opportunità di accesso al mercato del lavoro, se ci fossero direttive vincolanti per i datori di lavoro.

Tutte le persone con disabilità ne trarrebbero beneficio, ma poiché le donne hanno più difficoltà ad accedere al mercato del lavoro rispetto agli uomini, l'adozione dell'Iniziativa per l’inclusione rappresenterebbe un'opportunità particolare per loro.

Se l'iniziativa verrà accettata, la Rete Avanti sarà presente al momento della stesura della legislazione di attuazione, per evidenziare le particolari preoccupazioni delle donne con disabilità?

La nostra associazione è molto piccola e ci mancano le risorse. Ma è molto importante che le persone con disabilità siano coinvolte nella stesura di leggi e ordinanze. Vedo un certo rischio perché nelle grandi associazioni spesso sono le persone non toccate direttamente a ricoprire posizioni dirigenziali. Sarà una sfida garantire che le persone interessate siano adeguatamente coinvolte, in particolare le donne.

Come possono le persone non interessate e le organizzazioni come Amnesty sostenerla in questo processo?

Sono sempre molto contenta quando le organizzazioni si impegnano in questioni come l'inclusione, per le persone con disabilità in generale e per le donne con disabilità in particolare. Ho già avuto contatti con un gruppo di attivisti interessati a come organizzare eventi più accessibili.

Questo è il prerequisito più importante: tenere presente la partecipazione delle persone con disabilità - non è così complicato.

 

1 In questa intervista, quando parliamo di "donne", intendiamo tutte le persone che si definiscono tali.