Un gruppo di donne eritree in un campo profughi, Kassala, Sudan 22 ottobre 2015. © ASHRAF SHAZLY/AFP/Getty Images
Un gruppo di donne eritree in un campo profughi, Kassala, Sudan 22 ottobre 2015. © ASHRAF SHAZLY/AFP/Getty Images

Lugano, 9 maggio 2017 Amnesty Apéro - Eritrea: una fabbrica di profughi

Amnesty Apéro, un momento di scambio e incontro aperto a tutte le persone curiose e desiderose di informarsi e incontrarsi, propone un percorso alla scoperta delle diverse sfaccettature dei diritti umani, per capire che ognuno di noi, nel suo piccolo, può agire concretamente per difenderli e diffonderli.

Ogni mese circa 5'000 persone decidono, a rischio della propria vita, di lasciare l’Eritrea.

La piccola nazione del Corno d’Africa controllata con il pugno di ferro da Isaias Afwerki, il “Pol Pot africano”, si sta pian piano svuotando.

A mettere migliaia di persone in fuga – la diaspora eritrea conta circa 400'000 persone – non è la dittatura.

Gli eritrei fuggono dal Servizio nazionale obbligatorio (militare e civile): la leva ha una durata indeterminata. L’ONU stima che circa 400mila persone siano ridotte in schiavitù dal Servizio nazionale, equiparato a “detenzione arbitraria, tortura, tortura sessuale, lavori forzati”.

La maggior parte delle domande di asilo in Svizzera sono depositate da cittadini eritrei: 5'178 domande di nel 2016. Dal giugno dello scorso anno, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha cambiato le proprie pratiche riguardo i richiedenti asilo eritrei, e non considera più l’espatrio illegale quale motivo rilevante ai fini dell’asilo.

Quali sono le conseguenze concrete di questa decisione da parte della SEM? Quale l’impatto, in particolare su giovani e giovanissimi, che fuggono dall’Eritrea per timore di vedere la propria vita tenuta in stand-by dal Servizio nazionale obbligatorio?

Ne parleremo martedì 9 maggio 2017 con Denise Graf, giurista esperta di asilo per Amnesty International Svizzera.

 

Amnesty Apéro, un momento di scambio e incontro aperto a tutte le persone curiose e desiderose di informarsi e incontrarsi, propone un percorso alla scoperta dei diritti umani, per capire che ognuno di noi, può difenderli e diffonderli.

Un appuntamento con i diritti umani, incontri con persone che hanno scelto di impegnarsi quotidianamente per difendere i diritti fondamentali di tutti – uomini, donne, bambini – senza distinzione di fede religiosa, visione politica, colore della pelle o provenienza. L’aperitivo diventa così l’occasione per approfondire temi importanti, che toccano la vita di molti cittadini, in un ambiente rilassato e informale. Un piccolo passo per avvicinarsi ad Amnesty International, conoscerla e capire come ognuno possa, con semplicità, dare il proprio contributo alla difesa dei diritti umani nel mondo.

L'ultimo appuntamento con Amnesty Apéro per il 2017:

 6 giugno

Tutti gli incontri-aperitivi hanno luogo allo Spazio 1929, Via Ciseri 3, Lugano a partire dalle 19:00.

Calendario scaricabile su questa pagina.