Volontari pronti a intervenire in caso di necessità, Lesbo 2017 ©Giorgos Moutafis/Amnesty International
Volontari pronti a intervenire in caso di necessità, Lesbo 2017 ©Giorgos Moutafis/Amnesty International

Lugano, Spazio 1929 - Via Ciseri 3, 12 giugno 2018 Amnesty Apéro - Giusti, per rimanere Umani

Storie di persone che hanno scelto di non rimanere a guardare di fronte alla sofferenza di altri umani trattati ingiustamente e di agire concretamente salvare vite, ad ogni costo. Sono queste le storie che Daniele Biella ha scelto di raccontare: la xenofilia quale antidoto all’imperante xenofobia.

“L’umanità è quella virtù che fa la differenza nelle nostre vite. Se la perdiamo, perdiamo noi stessi, la nostra identità. La crisi dei profughi è disumana, crudele, ingiustificabile.” dalla testimonianza di Efi, una dei 7 Giusti di Lesbo 

Storie di persone che hanno scelto di non rimanere a guardare di fronte alla sofferenza di donne, uomini e bambini trattati ingiustamente e di agire concretamente salvare vite, ad ogni costo. Sono queste le storie che Daniele Biella ha scelto di raccontare: la xenofilia quale antidoto all’imperante xenofobia.

Il suo primo libro, pubblicato nel 2015, racconta la storia di Nawal Soufi, giovane attivista marocchina cresciuta a Catania che da diversi anni riceve gli SOS dai barconi in difficoltà e milita per una vera accoglienza delle persone in fuga da guerre e persecuzione.

“L’Isola dei giusti – Lesbo crocevia dell’umanità” ci porta sull’isola greca diventata il simbolo della crisi migratoria esplosa nel 2015. Una piccola isola di 80’000 abitanti. 600’000 profughi sbarcati in poco più di un anno. Altrove questi arrivi avrebbero provocato chiusura, paura, violenza. A Lesbo non è stato così. Memori della propria storia gli isolani – in buona parte figli e nipoti di profughi fuggiti dalla Turchia nel 1922 –hanno aperto le proprie case e i propri cuori accogliendo siriani, afgani, iracheni alla disperata ricerca di protezione e di un futuro migliore.

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Biella racconta 7 Giusti– persone coraggiose che scelgono di anteporre la giustizia alla legge (quando questa è iniqua) e alla burocrazia, facendo scelte rischiose, coscienti che potranno pagare un prezzo per questo.

Persone “normali” – tra loro una nonna, un pescatore, una mamma – che ad un certo punto della loro vita hanno fatto una scelta che non ha nulla di ordinario. Tutti hanno deciso di aiutare stranieri sconosciuti in difficolta, senza “se” e senza “ma”. Una scelta dettata non dalla pietà, ma dalla consapevolezza profonda che è solo il gioco del destino a far sì che siano loro a venire in aiuto, e non ad essere soccorsi. Coscienti del fatto che, se fossero loro a dove scappare, lasciare la propria terra, i propri cari, per affrontare un futuro di sole incognite, vorrebbero essere accolti proprio così: a braccia aperte, da persone pronte a tutto per aiutarle – perché questa è l’unica cosa giusta da fare.

Lisa Bosia Mirra - di ritorno dalla Francia - ci porterà le voci dei giusti francesi con i quali è in marcia in questi giorni.

L'incontro sarà moderato da Anna Maria Valenti, giornalista RSI. 

Daniele Biella, 40 anni, giornalista, educatore e attivista per i diritti dei migranti, scrive per il mensile italiano Vita. Per lui raccontare storie di xenofilia, di amore per lo straniero, è un “dovere dettato dal bisogno di scardinare i meccanismi della disinformazione e della non conoscenza”, e dare così il proprio contributo alla lotta contro la xenofobia.
Un dovere che si è quasi fatto missione dopo aver trascorso, nel settembre 2017, una settimana sulla nave di soccorso Acquarius: incontrare le 371 persone soccorse, tra cui anche 54 minorenni non accompagnati, ha reso ancor più urgente il bisogno che c’è in lui di permettere alle persone di ragionare sui fatti, lontano dalla propaganda e dalle priorità del gioco politico.