Lugano, ex Asilo Ciani (Viale Cattaneo), 3 maggio 2018 Idil Eser, una voce per i diritti umani

In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa (3 maggio), Amnesty International Svizzera, in collaborazione con il sindacato syndicom, Fondazione Diritti umani e Reporters sans frontières, organizza un incontro con Idil Eser, direttrice di Amnesty International Turchia.

Nel 1993, l’ONU ha istituito la Giornata mondiale della libertà di stampa, con lo scopo di ricordare ai governi di rispettare l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dedicato alla libertà d’opinione e d’espressione.

In occasione della giornata dedicata a questo diritto fondamentale per la democrazia, a Lugano arriva l’attivista per i diritti umani Idil Eser, direttrice di Amnesty International Turchia. Ospite a Lugano, Idil parlerà delle condizioni in cui versa il diritto alla libertà d’espressione nel Paese, in un incontro organizzato da Amnesty International Svizzera, in collaborazione con Fondazione Diritti umani, syndicom (il sindacato dei media e della comunicazione) e Reporters sans frontières.

Idil Eser, è balzata agli onori della cronaca internazionale il 5 luglio 2017, quando è stata arrestata, assieme a sette colleghi e due formatori, mentre stavano seguendo un seminario sulla sicurezza digitale e la gestione delle informazioni a Büyükada, un’isola al largo di Istanbul. Tutto questo un mese dall’arresto, con l’assurda di terrorismo e appartenenza al movimento Gülen, ritenuto responsabile del fallito golpe del luglio 2016, del presidente onorario di Amnesty International Turchia, Taner Kiliç.

Dopo tre mesi di detenzione, Idil Eser è stata liberata lo scorso 25 ottobre, insieme al gruppo di attivisti fermati con lei. Sul gruppo – ribattezzato “Istanbul 10” - pende comunque l'accusa di “appartenenza a un’organizzazione terroristica”, per la quale rischiano fino a 15 anni di carcere.

A Lugano, nel corso dell’incontro aperto al pubblico del prossimo 3 maggio, Idil Eser parlerà della situazione estremamente difficile per giornalisti e difensori dei diritti umani, al centro della dura repressione messa in atto dalle autorità turche dopo il fallito colpo di stato del luglio 2016. Circa 150mila persone sono state poste sotto indagine. Nel 2017 sono stati chiusi 180 media, il che ha portato alla perdita di circa 2.500 posti di lavoro, fra giornalisti e altri impiegati del settore mediatico. Inoltre, più di 140 giornalisti e professionisti del settore sono tuttora in carcere in attesa di processo. Per questo la voce della direttrice di Amnesty International Turchia Idil Eser si leva a difesa della libertà di stampa, assieme a quella del sindacato syndicom e dell’associazione Reporters sans frontières, nella ricorrenza della Giornata mondiale della libertà di stampa.

L’incontro sarà moderato da Roberto Antonini, giornalista RSI.

Incontro in inglese, con traduzione simultanea. Segue rinfresco offerto.

Chi è Idil Eser

Nata nel 1963 a Istanbul, ha studiato dapprima all’università della sua città natale, trasferendosi poi negli Stati Uniti per studiare alla Columbia University, dove ha conseguito un master in International Affairs. Ha lavorato come traduttrice freelance e come dipendente di diverse ONG o fondazioni nel settore dei diritti umani, tra cui la Fondazione TEMA nel campo della tutela dell’ambiente o l’Assemblea dei cittadini di Helsinki. È direttrice di Amnesty International Turchia dalla primavera 2016.

Nell’estate 2017, l’arresto di Taner Kiliç, presidente onorario di Amnesty International Turchia, di Idil Eser e dei loro colleghi attivisti per i diritti umani ha dato il via a un movimento internazionale di protesta per la loro liberazione, con raccolte di firme e azioni di sensibilizzazione. In occasione del compleanno di Idil Eser, avvenuto in cella il 13 ottobre 2017, sono state organizzate oltre 200 manifestazioni in 200 Paesi (anche a Lugano, nell’ambito del Film Festival Diritti Umani).

Idil Eser è stata liberata il 25 ottobre 2017, ma il procedimento contro di lei continua. Rischia fino a 15 anni di carcere.