Storia e struttura della Sezione svizzera

Qualche cifre In Svizzera ci sono 75 gruppi di Amnesty nei quali si impegnano attivamente 2’000 persone. 4’000 persone si mobilizzano inoltre per le «Azioni urgenti» o per i prigionieri in situazioni ...

Qualche cifre

  • In Svizzera ci sono 75 gruppi di Amnesty nei quali si impegnano attivamente 2’000 persone.
  • 4’000 persone si mobilizzano inoltre per le «Azioni urgenti» o per i prigionieri in situazioni di pericolo.
  • La Sezione Svizzera può inoltre contare sul sostegno economico di 45'000 soci e 80'000 donatori.
  • Negli uffici di Amnesty International a Berna, Losanna, Lugano e Zurigo lavorano 30 volontari, una decina di stagiaires e civilisti e 48 impiegati.
  • La Sezione svizzera è nata ufficialmente a Zurigo nel 1970, ma il primo gruppo di Amnesty International nel nostro paese è stato creato nel 1964 a Ginevra.

Storia della Sezione svizzera

Fino agli anni ’80 il numero di gruppi locali è andato aumentando, mentre più tardi sono nati i gruppi tematici (composti per esempio da giuristi, da professionisti del campo della salute, oppure dedicati a un tema specifico come la pena di morte o i diritti delle donne), che dagli anni ’90 vedono un numero crescente adesioni.

Nel 1976 la Sezione ha assunto il suo primo collaboratore: nel 1987 i dipendenti erano 14, un numero raddoppiato nel 2000. Parallelamente è cresciuto il numero di soci e sostenitori. Cambiamenti che sono andati di pari passo con l’evoluzione del movimento a livello internazionale, da organizzazione di sostegno ai detenuti a movimento per la difesa dei diritti umani con un mandato ad ampio raggio.

Oltre a lavorare su casi specifici, la Sezione svizzera di Amnesty si impegna a livello strategico per la promozione e la difesa dei diritti umani a livello nazionale e internazionale. La Sezione sviluppa pure il proprio lavoro di relazioni pubbliche, fa lobbying presso le autorità (governo e Parlamento), e si dedica al rafforzamento dei diritti umani in Svizzera.

In Svizzera Amnesty International si è impegnata per l’introduzione di un servizio civile che rappresenti un’alternativa equa al servizio militare e contro l’esportazione di armi verso paesi ove sono documentate violazioni dei diritti umani. Il lavoro di lobbying è dedicato a interventi puntuali presso le autorità competenti e i dipartimenti federali per questioni relative ai diritti dei rifugiati. Dal 2000 Amnesty si mobilita per la creazione di un Istituto nazionale per i diritti umani, parzialmente realizzato con la creazione del Centro nazionale di competenza, nel 2010.