Coronavirus Solidarietà con le persone più vulnerabili nel mondo intero

18 marzo 2020
Il commento di Manon Schick, direttrice della Sezione svizzera di Amnesty International

Il Coronavirus e gli sconvolgimenti che provoca monopolizzano tutta l’attenzione, ed è perfettamente normale. Ciononostante, Amnesty International continua e deve continuare a lavorare per un mondo più solidale, più umano che mai.

Nei momenti di crisi come questo la solidarietà è il bene più prezioso. Non lo dobbiamo dimenticare: è insieme che affrontiamo questa sfida. Dobbiamo prestare attenzione alle persone più vulnerabili e sostenerle anche – e soprattutto – a distanza!

Il Coronavirus non ha risparmiato la Sezione svizzera di Amnesty International e siamo costretti, come numerose altre organizzazioni della società civile, a mettere in sospeso una parte delle nostre attività nello sforzo collettivo di frenare l’espansione della pandemia. Decine di formazioni nelle scuole e nelle università sono già state annullate o rinviate. È il caso anche per le azioni e gli incontri tra gli attivisti in tutta la Svizzera. Mi dispiace che queste misure vi tocchino tutti. Faremo tutto il possibile per rinviare gli eventi invece di annullarli. Vi proporremo anche delle possibilità per attivarvi per i diritti umani on-line.

È ancora difficile stimare quali saranno le conseguenze a lungo termine per la nostra organizzazione. Il nostro lavoro è minacciato a livello mondiale: le limitazioni ai viaggi rendono ancor più difficile l’accesso alle regioni di crisi o di conflitto per i nostri ricercatori e, di conseguenza, anche la possibilità di svolgere delle indagini approfondite sulle violazioni dei diritti umani. Questo porterà a potenziare l’impiego di nuovi metodi di lavoro, in particolare l’analisi di immagini satellitari o video on-line.

Dobbiamo utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per continuare ad impegnarci per i diritti delle persone minacciate e denunciare gli attacchi. Con la diffusione della pandemia c’è motivo di temere nuove violazioni dei diritti umani a livello mondiale. L’esempio della provincia cinese di Wuhan dimostra come, negli Stati autoritari, la libertà d’espressione finisce nel mirino delle autorità insieme al diritto alla salute. Nel peggiore dei casi sono perfino da temere arresti o sparizioni di persone critiche nei confronti delle autorità.

È impossibile immaginare le conseguenze che potrà avere la diffusione del virus nei campi per rifugiati sovraffollati sulle isole greche. Decine di migliaia di bambini, donne e uomini indeboliti da anni di guerra e persecuzione vivono oggi alle porte dell’Europa in condizioni estremamente precarie. Attraverso una petizione chiediamo al Consiglio federale di aiutarli e accogliere un ampio contingente di persone nel nostro paese.

Da lunedì 16 marzo la Svizzera è ufficialmente in “situazione straordinaria”. Questo crea molta incertezza. Insieme supereremo questa crisi.

Restiamo uniti, anche a distanza!