Control Arms Il generale Kalashnikov s’impegna per il controllo delle armi

Londra/Lugano, 26 giugno 2006. La Conferenza delle Nazioni Unite sulle armi leggere si apre oggi lunedì a New York. Un nuovo rapporto pubblicato per l‘occasione da Amnesty International, Oxfam e IANSA dimostra che il fucile Kalashnikov AK-47 è l’arma più utilizzata nei conflitti combattuti nel mondo e che lo resterà anche nei prossimi anni. Lo stesso inventore dell’arma, il generale Kalashnikov, ha lanciato un appello affinché gli stati attuino un maggiore controllo sul commercio di armi. Le tre organizzazioni consegneranno oggi a Kofi Anann una petizione formata dalle foto-grafie di un milione di persone che chiedono l’adozione di un trattato internazionale per il controllo di questo commercio mortale. La Svizzera fa parte dei 45 stati che sostengono l’adozione del trattato.

Un nuovo rapporto pubblicato oggi e intitolato AK-47: The World’sFavourite Killing Machine Mostra che il fucile d’assalto Kalashnikov resterà l’arma più utilizzata nelle zone di conflitto ancora per i prossimi 20 anni, conseguenza della scarsa regolamentazione del suo com-mercio a livello internazionale.  Si stima che nel mondo siano oggi in circolazione circa 100 milioni di esemplari di Kalashnikov e che ogni anno siano migliaia le vittime cadute sotto il fuoco di queste armi.

L’assenza di norme internazionali per il controllo della produzione, della vendita e del commercio dei fucili Kalashnikov fa sì che essi finiscano senza difficoltà fra le mani di trafficanti senza scrupoli, milizie armate e criminali. 

Anche il suo inventore, il generale Mikhail Kalashnikov, lancia un appello per un maggiore controllo sul commercio dei fucili : “In mancanza di un controllo internazionale sulla loro vendita, le armi leggere sono facilmente trasferibili verso aree del mondo dove non sono utilizzate per scopi di difesa nazionale, ma da gruppi criminali, terroristi e milizie irregolari. Quando guardo la televisione e vedo armi del tipo Kalashnikov nelle mani di banditi, non posso non chiedermi come abbiano fatto a procurarsi quelle armi”.

La Svizzera sostiene il trattato

La Svizzera fa parte dei 45 stati che sostengono l’adozione del trattato. Un postulato che chiede al Consiglio federale di impegnarsi attivamente e pubblicamente in favore dell’adozione del trattato è stato depositato dal conigliere agli stati Pierre-Alain Gentil e adottato lo scorso 15 dicembre dal parlamento.

Un milione di persone uccise dal 2003

Le tre organizzazioni che conducono la campagna Control Arms – Amnesty International, Oxfam e IANSA – consegneranno oggi a New York una petizione fatta di immagini e firma-ta da un milione di persone di 160 paesi, nella quale si domanda l’adozione di un trattato internazionale per il controllo del commercio d’armi. Un milione di firme, come il numero delle persone uccise da armi leggere dall’inizio della campagna, nel 2003.

Communicato stampa di Amnesty International.
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