Il Ticino in marcia contro la violenza domestica

Berna / Lugano, 5 ottobre 2006. Dopo aver visitato cinque cantoni svizzeri -–San Gallo, Svitto, Giura, Vallese e Grigioni – la campagna nazionale «In marcia contro la violenza domestica», lanciata l’8 marzo scorso dalla sezione svizzera di Amnesty International, arriva finalmente anche in Ticino, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su una fra le forme più diffuse e nascoste di violazione dei diritti umani e per fare pressione sulle autorità cantonali affinché combattano con maggiore efficacia la violenza domestica e ne tutelino le vittime, nella maggior parte dei casi donne e bambini. Uno studio condotto nel 1997 ha rivelato che in Svizzera 1 donna su 5 ha subito violenze sessuali o fisiche dal proprio partner e per l’occasione Amnesty ha pubblicato un nuovissimo rapporto sulla situazione della violenza domestica in Ticino. Il camper-esposizione di Amnesty International – arredato come una «casa itinerante», scena del delitto in cui le violenze si consumano lontano dagli occhi di tutti – percorrerà dal 5 al 27 ottobre le strade della Svizzera italiana, fermandosi in numerose località (nell’ordine Bellinzona, Biasca, Maggia, Locarno, Tenero, Lugano e Chiasso). Il programma della tournée include una ricca serie di manifestazioni: tavole rotonde e incontri nelle scuole; una giornata di studio in collaborazione con autorità cantonali, case delle donne e polizia; uno spettacolo teatrale; una rassegna cinematografica organizzata insieme ai cineclub di Bellinzona, Locarno e Lugano per raccontare la violenza domestica con il linguaggio del cinema.

La violenza domestica viola i più fondamentali diritti umani: il diritto all’integrità fisica e psichica, il diritto alla libertà e alla sicurezza, il diritto alla salute, il diritto a non essere sottoposti alla tortura e, non di rado, il diritto alla vita. Affrontare il problema della violenza domestica è un dovere pubblico che lo Stato ha l’obbligo, sancito dal diritto internazionale, di prevenire e di garantire alle vittime supporto legale e protezione.

In Svizzera i dati sono allarmanti: secondo una ricerca del 1996 una donna su cinque dichiara di aver subito violenza domestica. Si stima che in Ticino la situazione non sia differente. Il problema resta sommerso, una questione privata, troppo delicata per essere trattata all’infuori dalle quattro mura di casa. La modifica del Codice Civile e la recente approvazione di una legge contro la violenza domestica, che prevede l’allontanamento dell’autore della violenza dal proprio domicilio, hanno posto le basi legali per garantire prevenzione e protezione alle vittime. Occorre ora, per raggiungere i risultati sperati, che polizia, organismi di sostegno socio-sanitario e autorità governative uniscano le forze e collaborino in modo interdisciplinare.

L’obiettivo del tour è portare a livello cantonale precise raccomandazioni. Chiediamo: un sistematico perseguimento penale e la punizione della violenza domestica, il supporto finanziario e la creazione di nuove strutture protettive per le vittime, una sensibilità particolare nei confronti delle migranti, il sostegno a programmi di riabilitazione per le persone violente, la formazione del personale statale e la collaborazione sistematica fra Stato e servizi privati.

Attraverso l’iniziativa Amnesty International intende inoltre sensibilizzare il pubblico, con un particolare riguardo agli uomini, e stimolare l’impegno di più persone possibili contro quella che è una delle più diffuse e nascoste violazioni dei diritti umani. Afferma Daniel Bolomey, segretario della sezione svizzera di Amnesty International: «Il contributo degli uomini contro la violenza domestica è essenziale. Sono ancora loro a dirigere il mondo contemporaneo, politicamente ed economicamente. Sono loro che devono mettere la loro forza e la loro posizione al servizio della lotta contro la violenza domestica e collaborare con il movimento delle donne che da decenni lavora in questo ambito».

La «casa itinerante» di Amnesty International è organizzata come uno spazio informativo ed esperienziale, all’interno del quale installazioni acustiche e visive permettono di comprendere, anche a livello emozionale, la complessità delle relazioni che portano alla violenza domestica. Il pubblico troverà inoltre informazioni e dati esposti in pannelli facilmente consultabili.

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