L'appello pubblicato su alcuni quotidiani confederati
L'appello pubblicato su alcuni quotidiani confederati

100 parlamentari chiedono la chiusura di Guantanamo

Berna/Lugano, 9 giugno 2007. Raccogliendo l’appello lanciato da Amnesty International, 100 parlamentari svizzeri hanno sottoscritto una dichiarazione pubblica nella quale chiedono alle autorità americane la chiusura immediata e incondizionata la prigione Usa di Guantanamo. Questa dichiarazione, unitamente alla lista dei firmatari, viene pubblicata oggi negli organi di stampa svizzeri, alla vigilia della ricorrenza della morte per il suicidio di tre detenuti, avvenuta nel 2006.

Cento parlamentari svizzeri - tra i quali i deputati ticinesi Chiara Simoneschi-Cortesi, Fabio Pedrina e Dick Marty - chiedono al governo americano la chiusura immediata della prigione di Guantanamo, assurta negli ultimi cinque anni a simbolo delle violazioni dei diritti umani compiute nell’ambito della “guerra al terrorismo”. L’appello, pubblicato oggi su iniziativa di Amnesty International, sarà trasmesso al Parlamento degli Stati Uniti il prossimo 26 giugno - in occasione della Giornata mondiale a favore delle vittime della tortura – per il tramite della presidente della Camera dei deputati, Nancy Pelosi, e del leader democratico Harry Reid.



400 persone ancora detenute

Negli ultimi cinque anni, più di 770 persone sono state detenute senza processo e in un contesto di illegalità non conforme al diritto internazionale nel campo di detenzione di Guantanamo. Circa 400 di loro, provenienti da più di 30 paesi, erano ancora incarcerati all’inizio del 2007. La maggior parte dei detenuti ha subito torture nel corso della detenzione, tutti sono stati vittime di trattamenti inumani e degradanti. Nessuno, finora, è stato riconosciuto colpevole di infrazioni penali da un tribunale civile americano.


Suicidi a Guantanamo

Un anno fa, il 10 giugno 2006, tre detenuti hanno perso la vita in circostanze che fanno pensare a un suicidio. Un altro dentenuto si sarebbe tolto la vita nel carcere lo scorso 30 maggio. Amnesty International teme che altri detenuti possano tentare il suicidio se le autorità americane non adotteranno misure immediate. Alcuni avvocati che hanno visitato di recente la prigione hanno espresso la loro preoccupazione per le condizioni di salute psichica di molti prigionieri. Un rapporto recentemente pubblicato da Amnesty International ha dimostrato che le condizioni di detenzione a Guantanamo si sono ulteriromente deteriorate, in contraddizione con le dichiarazioni delle autorità americane. L’80 per cento circa dei detenuti è tenuto in rigido isolamento, senza contatti con l’esterno.


Un segnale per le libertà fondamentali

I 100 parlamentari che hanno sottoscritto l’appello di Amnesty International danno in questo modo un segnale forte del loro attaccamento al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, ovunque nel mondo.

La lista dei 100 firmatari dell'appello di Amnesty