Voli segreti della CIA atterrati anche Zurigo

Londra / Lugano, 05 aprile 2006. Tre fra gli aerei noleggiati dalla CIA per effettuare voli segreti sono atterrati sette volte all’aeroporto di Ginevra-Cointrin e almeno due volte a Zurigo-Kloten. È quanto rivela un nuovo rapporto pubblicato oggi dall’organizzazione per i diritti umani Amnesty International, intitolato USA – Below the radar: Secret flights to torture and «disappearance». Il rapporto analizza più di 1000 movimenti e rotte di aerei fra il 2001 e il 2005, e mostra che gli aerei della CIA hanno attraversato regolarmente lo spazio aereo europeo, anche se non è ancora possibile dimostrare che abbiano trasportato prigionieri in ogni occasione.

Il cittadino yemenita Muhammad Al-Assad ha trascorso quasi 18 mesi di detenzione nelle mani degli Usa, la maggior parte del tempo in località ignote, ma probabilmente anche in una prigione segreta in Europa dell’Est. È quanto suggeriscono le dichiarazioni di questo anziano detenuto, pubblicate per la prima volta da Amnesty International, che ricalcano quanto già contenuto nelle testimonianze di altri prigionieri delle forze statunitensi.

Negli ultimi mesi, Amnesty International ha intervistato numerose vittime delle cosiddette «restitutions» e le loro affermazioni si sono dimostrate coerenti e plausibili ogni volta che sono state confrontate con fatti e informazioni documentate come quelle riguardanti i voli segreti. Le descrizioni delle torture e dei maltrattamenti subiti sono altrettanto credibili. Solo tre cittadini yemeniti – incarcerati per diciotto mesi in una prigione segreta - hanno autorizzato la pubblicazione della loro testimonianza.

Poiché durante ogni trasporto venivano bendati, non hanno potuto ricostruire con esattezza dove si trovino tali prigioni, ma molti indizi, come la durata dei voli, le condizioni climatiche, gli orari di preghiera concessi, lasciano sospettare che siano stati detenuti in Turchia, Romania, Bulgaria o in Albania. Conclusioni che coincidono con quelle dell’inchiesta condotta su incarico del Consiglio d’Europa dal senatore ticinese Dick Marty.

Amnesty International ha ottenuto presso l’Amministrazione federale dell’aviazione degli Stati Uniti le registrazioni di volo di sei aerei noleggiati dalla CIA tra il settembre 2001 e lo stesso mese del 2005. Secondo il rapporto di Amnesty International, la CIA ha sviluppato un ingegnoso sistema che permette di trasferire senza controllo persone in località segrete.

Per esempio, la CIA ha organizzato molti voli attraverso una ditta intermediaria, la Premier Executive Transport, compagnia che di fatto esiste solo sulla carta. «L’amministrazione americana ha tentato in vari modi di aggirare l’interdizione della tortura e dei maltrattamenti sui prigionieri. Le ultime prove raccolte dimostrano che l’amministrazione manipola gli accordi commerciali allo scopo di trasferire dei detenuti in violazione del diritto internazionale» rileva Irene Khan, Segretario generale di Amnesty International.

Voli segreti anche in Svizzera

Numerosi aerei della CIA sono atterrati sul territorio elvetico. L’aereo con immatricolazione N313P si è posato due volte a Ginevra. Questo Boeing 737-7ET è stato visto all’opera di frequente in basi militari americana, e anche in Afghanistan. Il Gulfstream V N379P è invece atterrato tre volte a Ginevra. Lo stesso aereo, soprannominato «Guantanamo Express», ha effettuato ben 114 voli verso il campo di detenzione costruito dagli Usa nella base cubana di Guantanamo. È stato anche impiegato per il trasferimento e la restituzione di due prigionieri dalla Svezia all’Egitto, Ahmed Agiza e Mohammad Al-Zari. Infine, il velivolo Gulfstream IV N85VM si è posato due volte sulla pista di Ginevra e due volte a Zurigo ed è lo stesso aereo sul quale è stato trasferito Abu Omar dalla Germania all’Egitto, dopo il suo arresto avvenuto a Milano.

Il rapporto di Amnesty International insiste sulle responsabilità degli Stati e delle aziende che hanno mostrato tolleranza verso i voli segreti della CIA: «I governi devono assicurare che la CIA non utilizzi il loro territorio o spazio aereo per i voli di «restituzione» di prigionieri. Le compagnie aeree devono rifiutarsi di mettere i loro apparecchi a disposizione dei voli segreti» ha aggiunto Irene Khan. «Coloro che tollerano o facilitano queste restituzioni si rendono colpevoli di complicità in gravi violazioni dei diritti umani».

Communicato stampa di Amnesty International.
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