Nella base Usa sono tuttora illegalmente detenuti 400 sospetti terroristi Amnesty in piazza contro Guantanamo!

Uomini incappucciati e ammanettati che sfilano per il centro di Lugano indossando tute arancioni. Ma non si tratta di detenuti sfuggiti alla prigione americana di Guantanamo, bensì di attivisti di Amnesty International scesi in piazza per chiedere l’immediata chiusura della base Usa sull’isola di Cuba. Base dove sono tuttora rinchiusi più di 400 “sospetti” terroristi, catturati nell’ambito della guerra al terrorismo lanciata dagli Usa dopo l’11 settembre.
Sfilata di giovani attivisti di Amnesty © AICH Sfilata di giovani attivisti di Amnesty © AICH

Insieme alle sconvolgenti immagini delle torture e degli abusi inflitti ai detenuti del carcere di Abu Ghraib in Iraq, ai voli illegali e alle carceri segrete della CIA, la prigione di Guantanamo sull'isola di Cuba è assurta a simbolo delle ingiustizie e delle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dagli Stati Uniti nell'ambito della cosiddetta "guerra al terrorismo". Nella base americana - aperta l'11 gennaio 2002 - sono finora transitati più di 775, circa 400 languiscono ancora nelle gabbie in attesa di conoscere il loro destino, 17 detenuti erano minorenni (uno di soli 13 anni) al momento dell'arresto. Nessuno otterrà un processo giusto e imparziale come previsto dal diritto internazionale e molti hanno subito torture fisiche e psicologiche. L'accesso a avvocati difensori e il contatto con i famigliari sono inesistenti. Per protestare contro tutte queste violazioni e per gridare "Chiudete Guantanamo adesso!" il Gruppo Ticino di Amnesty International è sceso in piazza sabato 21 aprile a Lugano, mobilitando una ventina di attivisti che hanno inscenato un’azione spettacolare che ha riscosso un grande interesse sui passanti. Ogni ora “finti” detenuti in tute arancione, incappucciati e in manette hanno sfilato per il centro cittadino e si sono incatenati per strada, recando cartelli con le scritte “Stop Guantanamo!”, “Più diritti, più giustizia”, “Processi equi o libertà”. “Le violazioni dei diritti umani perpetrate nell’ambito della guerra al terrorismo rappresentano una gravissima violazione di tutte le convenzioni internazionali” ha dichiarato il responsabile della comunicazione di Amnesty, Andrea Vosti. “Per questo chiediamo l’immediata chiusura della base americana e il rispetto del diritto internazionale. I diritti umani sono un diritto, per tutti. Noi chiediamo che vengano rispettati”.