Il controllo delle armi è necessario

In tutto il mondo sono in circolazione oltre 700 milioni di armi che ogni anno uccidono 500mila donne, uomini e bambini. La spesa militare complessiva ha raggiunto alla fine del 2006 la folle cifra di 1059 miliardi di dollari, quindici volte la somma impiegata per gli aiuti internazionali.
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Per mettere un freno e imporre un rigido controllo al commercio mondiale di armi, Amnesty International, Oxfam e Iansa hanno lanciato la campagna "Control Arms".
Con questo motto Amnesty International, Oxfam International e IANSA (“international action network on small arms”) hannoiniziato, nell´ottobre 2003,  una campagna contro il traffico d’armi incontrollato in 60 paesi. L’obiettivo prioritario è lo stretto controllo di tutti i transfer di armamenti tramite un accordo internazionale vincolante.

Quest’ultimo creerà degli standard armonizzati per il traffico d’armi e vieterà tutte le esportazioni che contribuiscono a violare dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.


Una pietra miliare è raggiunta

 Il 6 dicembre 2006, in occasione dell’assemblea generale dell’ONU, 153 stati su 192 – tra i quali anche la Svizzera – si sono espressi in favore della creazione di un accordo internazionale per controllare efficacemente anche l’armamento convenzionale. Questa pietra miliare è non da ultimo stata aggiunto grazie al lobbying intenso esercitato dalla campagna “Control Arms” e da altre organizzazioni civili. Gli Stati Uniti sono il solo paese ad avere rifiutato questa risoluzione.

Fino alla fine di giugno 2007 tutti gli stati dovranno, tramite una procedura di consultazione, sottoporre le loro idee per quanto riguarda la realizzabilità e il perimetro d’applicazione dell’accordo al segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon. Idee che dovranno poi servire come base per l’elaborazione di un “documento ampio, giuridicamente vincolante che determina norme internazionali per l’importazione, l’esportazione e il traffico di armi convenzionali.”

 

Bisogno di un accordo efficace

Non tutti gli stati però sono veramente interessati ad un controllo effettivo del traffico di armi. Con la campagna “Control Arms”, AI continua a impegnarsi affinché il maggior numero di stati lavori in favore di un accordo effettivo tenendo conto dei diritti umani e del diritto internazionale. Più dettagli sulla campagna su: www.controlarms.org