Stato dei Diritti Umani in Svizzera

Una nuova legislazione ha ulteriormente ristretto i diritti di richiedenti asilo e migranti. Una nuova legge ha permesso l’allontanamento fisico di un partner violento dall’abitazione familiare nei casi di violenza domestica, ma le donne migranti sono rimaste a rischio di essere espulse dal Paese se interrompono la loro relazione con il partner violento. Il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul razzismo ha rilevato consistenti prove di razzismo istituzionalizzato all’interno delle forze di polizia.

Confederazione svizzera

Capo di Stato e di governo: Moritz Leuenberger
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Statuto di Roma della Corte penale internazionale: ratificato

Modifiche alla legge su immigrazione e asilo

Ai sensi di una legge sull’asilo emanata nel 2005 e approvata da un referendum nazionale il 24 settembre, l’accesso alle procedure per richiedere asilo può essere rifiutato a persone senza documenti di identità emessi dal Paese di origine. Inoltre, i tempi per appellarsi contro un rifiuto a considerare un caso di asilo sono stati ridotti in molti casi a soli cinque giorni, senza patrocinio legale gratuito per coloro che non possono permettersi di pagare un avvocato. Secondo la nuova legge, i migranti irregolari possono essere detenuti in attesa di espulsione fino a due anni per l’accertamento della loro identità. I minorenni possono essere detenuti fino a un anno, in violazione degli standard internazionali. Nel mese di ottobre il presidente della Corte suprema federale, dottor Giusep Nay, si è detto preoccupato che le norme sulla detenzione non siano conformi agli obblighi legali internazionali assunti dalla Svizzera.

Con la nuova legge sull’immigrazione approvata a settembre sono state ulteriormente ristrette le misure per la riunificazione familiare di migranti provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea.


Violenza sulle donne

I dati statistici resi noti a ottobre dall’Ufficio federale di statistica hanno evidenziato che ogni anno, in Svizzera, circa 28 donne muoiono a causa della violenza domestica. Il 23 giugno il Parlamento ha emendato il diritto civile permettendo che, su richiesta della vittima di violenza, l’aggressore venga fisicamente allontanato dall’abitazione del nucleo familiare. Tuttavia, le donne immigrate che vivono nel Paese da meno di cinque anni restano assoggettabili a espul-sione se interrompono la coabitazione con il partner indicato sul loro permesso di soggiorno.

Razzismo

A seguito di una visita compiuta a gennaio, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul razzismo ha osservato che, nel dibattito politico, argomenti come il razzismo, la xenofobia e la discriminazione sono stati «banalizzati». Egli ha anche rilevato consistenti prove di razzismo istituzionalizzato, anche tra le forze di polizia. Sono continuate le segnalazioni di maltrattamenti, uso eccessivo della forza e abusi di stampo razzista da parte di agenti di polizia, e della susseguente impunità per chi si è reso responsabile di tali atti.

Estradizioni a seguito di rassicurazioni diplomatiche

Tre cittadini turchi che nel corso dell’anno avevano chiesto asilo o il riesame di una precedente istanza, sono stati arrestati dietro richiesta di estradizione proveniente dalla Turchia, presumibilmente perché accusati di coinvolgimento con gruppi armati di opposizione. Nonostante il rischio che venissero sottoposti a processi iniqui al ritorno nel Paese d’origine, le autorità svizzere hanno acconsentito all’estradizione di due dei tre richiedenti, dopo che le autorità turche avevano fornito rassicurazioni diploma-tiche che i due estradati non sarebbero stati detenuti arbitrariamente, torturati o pro-cessati in modo iniquo. A fine anno erano ancora pendenti i ricorsi contro tale deci-sione, mentre il terzo caso era ancora in attesa di un pronunciamento in merito alla richiesta di estradizione.