Le scariche dei taser possono raggiungere i 50'000 volt e sono potenzialmente mortali per se usate contro persone malate o sotto l'effetto di droghe
Le scariche dei taser possono raggiungere i 50'000 volt e sono potenzialmente mortali per se usate contro persone malate o sotto l'effetto di droghe

Il Nazionale vota ancora a favore: ora procedura di conciliazione Legge sull'uso della coercizione nei rimpatri forzati

Negli Stati Uniti e in Canda l'impiego di armi a elettroshock ha provocato la morte di almano 200 persone dal 2002. L'ultimo caso è stato registrato in Canada, con la morte di un cittadino polacco all'aeroporto di Vancouver. Nessuno studio imparziale è stato finora condotto sulla pericolosità di queste armi. Pertanto Amnesty esige che esse non vengano autorizzate in Svizzera nell'ambito della Legge sull'uso della coercizione nelle misure di rimpatrio di cittadini stranieri. Il Parlamento dovrà esprimersi in marzo, dopo che per ben tre volte il Consigloio degli Stati si è opposto alla loro introduzione nella legge.

Amnesty International ritiene che le armi paralizzanti a elettrochoc non dovrebbero venir utilizzate che in circostanze limitate e ben definite, quando esse rappresentano l’unica alternativa per impedire conseguenze mortali. L’organizzazione per i diritti umani giudica il ricorso ai “tasers” nell’ambito delle misure di coercizione applicabili in operazioni di rimpatrio e di espulsione di cittadini stranieri come totalmente sproporzionate. Una posizione che era stata adottata dal Consiglio Federale, ma in seguito smentita dal Consiglio Nazionale.  

291 morti negli Usa e in Canada

Queste armi, benché ritenute non letali, hanno causato la morte di almeno 291 persone negli Stati Uniti e in Canada tra il 2002 e il mese di settembre 2007. Nelle scorse settimane, un immigrato polacco di 39 anni è stato “immobilizzato” con l’uso dei “tasers” dopo aver dovuto attendere per alcune ore nel settore arrivi dell’aeroporto di Vancouver. Un video girato da un testimone mostra l’uomo, in evidente stato di agitazione, che rovescia alcune sedie e getta per terra un computer, prima di essere bloccato al suolo con due scariche elettriche dagli agenti accorsi. Pochi istanti dopo l’uomo è deceduto. Se in questa circostanza specifica la diretta correlazione tra la morte e l’impiego dei “tasers” non è stata finora formalmente accertata, il caso dimostra che malgrado la sua pericolosità il ricorso a quest’arma può essere del tutto sproporzionato.  

Incertezza sulle conseguenze

Nessuno studio rigoroso, indipendente e imparziale è stato finora condotto per accertare le conseguenze dell’uso delle pistole paralizzanti, in particolare se usate contro persone affette da problemi cardiaci, sotto l’effetto di droghe o in stato di forte agitazione, come nel caso delle persone in procinto di essere espulse dal nostro paese.