Moratoria mondiale sulla pena di morte

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite deve promuovere una moratoria mondiale sulla pena di morte. È la richiesta contenuta in una risoluzione dell'Unione Europea che Amnesty International ha deciso di sostenere lanciando una petizione.

La moratoria è realistica

Le battaglie combattute negli ultimi decenni contro l'applicazione della pena di morte nel mondo hanno già raggiunto progressi eclatanti: nel 1977, soltanto 16 stati avevano abolito la pena capitale. Oggi, trent'anni più tardi, il numero di paesi abolizionisti ha raggiunto quota 90, mentre altri 40 stati, pur mantenendola in vigore, non hanno effettuato nessuna esecuzione nell'ultimo decennio. Malgrado questi successi la lotta per un mondo senza pena capitale deve continuare: sono ancora 69 gli stati che conteplano e applicano la pena di morte come estrema misura punitiva, per un totale di almeno 1569 persone condannate a morte soltanto nel 2006 in 25 paesi del mondo, con Cina, Stati Uniti, Iran e Sudan in cima alla lista.

Violazione del diritto alla vita

"Un mondo senza pena di morte è un obiettivo sempre più realizzabile" afferma Martin Macpherson, direttore del programma Diritto e organizzazioni internazionali di Amnesty International, "ma ci vogliono tappe e iniziative concrete sulla via che conduce all'abolizione totale".

Una di queste tappe sarebbe una dichiarazione dell'Assemblea delle Nazioni Unite secondo la quale la pena di morte rappresenta una violazione del diritto alla vita. È per questo motivo che Amnesty sostiene, unitamente alla Coalizione mondiale contro la pena di morte, l'iniziativa portata avanti in questo senso dall'Unione europea. L'UE intende depositare una risoluzione contro la pena capitale in occasione della 62ma Assemblea generale dell'ONU in programma nel mese di ottobre 2007, nella quale si chiede di intraprendere quale primo passo verso l'abolizione totale una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

L'Assemblea ONU già in passato a votato due risouzioni che si opponevano alla pena di morte, nel 1994 e nel 1999, ma senza risultati. Da allora, però, il numero di paesi abolizionisti per legge o di fatto è costantemente aumentato e oggi rappresenta più della metà degli stati memebri delle Nazioni Unite. Questo non significa che  la direzione auspicata dall'Unione europea non incontri delle resistenze da aprte dei paesi che ancora praticano la condanna a morte: nel 2005 l'Arabia Saudita aveva consegnato alla Commissione per i diritti umani dell'ONU una dichiarazione firmata da altri 65 stati in cui si spiegava che "non esiste unità d'intenti a proposito dell'abolizione della pena di morte".

Va precisato che una risoluzione dell'Assemblea genrale dell'ONU non avrebbe comunque carattere vincolante per gli Stati che dovessero approvarla, però, dice Martin Macpherson, "l'appello lanciato dal più importante organismo politico internazionale avrebbe un peso morale considerevole".

Firmate la petizione online

IFirmate la petizione online contro la pena di morte che potete scaricare sul sito www.worldcoalition.org.

Scaricate le ultime statististiche sulla pena di morte nel mondo (in francese).