Amnesty International chiede l’invio di una missione ONU nel paese Myanmar, la comunità internazionale deve intervenire

Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International, ha chiesto l’invio immediato a Myanmar di una missione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. La missione del Consiglio di sicurezza dovrebbe adottare misure urgenti per risolvere la crisi dei diritti umani in corso nel paese ed evitare il rischio di un bagno di sangue. In attesa che la comunità internazionale adotti misure per risolvere la crisi, Amnesty lancia una petizione online chiedendo la liberazione di tutte le persone arrestate nel cordo delle proteste pacifiche.
Manifestazione di protesta il 23 settembre a Rangoon ©  AP/PA Manifestazione di protesta il 23 settembre a Rangoon © AP/PA

Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International, ha chiesto l’invio immediato a Myanmar di una missione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. La missione del Consiglio di sicurezza dovrebbe adottare misure urgenti per risolvere la crisi dei diritti umani in corso nel paese ed evitare il rischio di un bagno di sangue. La missione dovrebbe inoltre affrontare con le autorità di Myanmar i problemi legati alle perduranti violazioni dei diritti umani, tra cui la detenzione del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi e di altri prigionieri politici.   “Il rischio di una svolta repressiva obbliga la comunità internazionale ad agire con urgenza. Occorre dire al governo di Myanmar, con la massima chiarezza, che il prezzo di una nuova repressione, come quella del 1988, sarebbe altissimo. I dimostranti hanno il diritto di manifestare le loro opinioni e le autorità di Myanmar devono rispettare pienamente questo diritto. La Cina, come membro permanente del Consiglio di sicurezza e partner importante di Myanmar, deve giocare un ruolo fondamentale, così come i paesi dell’Asean, il Giappone e l’India devono usare la loro influenza per porre fine all’emergenza dei diritti umani in Myanmar”– ha dichiarato Irene Khan.

Ascoltate le testimonianze audio della brutale repressione in atto a Myanmar
Firmate la petizione online che chiede la liberazione dei prigionieri politici a Myanmar