Sei paesi sono responsabili del 91 per cento delle esecuzioni Pena di morte in diminuzione

27 aprile 2007. Nel 2006 il numero delle esecuzioni capitali compiute nel mondo è diminuito, passando da 2'148 nel 2005 a 1'591, ma sei paesi - Cina, Usa, Pakistan, Iran, Irak e Sudan - vanno in contro tendenza e sono responsabili del 91 per cento delle pene capitali inflitte. Amnesty International ha pubblicato le annuali statistiche sulla pena di morte, nel corso di una conferenza stampa a Roma alla presenza del segretario generale Irene Khan. ”Un mondo senza pena di morte è possibile, se anche i principali governi decidessero di abolirla” ha dichiarato Irene Khan.
© AP Graphics Bank © AP Graphics Bank

Appello per una moratoria universale

“Amnesty Internationale lancia un appello in favore di una moratoria universale sulla pena di morte” ha annunciato il segretario generale di Amnesty. “Nel 2006 il 91 per cento di tutte le esecuzioni sono state effettuate in soli sei paesi: Cina, Stati Uniti, Irak, Iran, Pakistan e Sudan. Questo zoccolo duro di paesi responsabili della maggior parte delle pene capitali inflitte va controcorrente e costituisce un’eccezione in rapporto alla tendenza in atto nel resto del comunità internazionale”.
Nel 1977, soltanto 16 paesi avevano abolito la pena capitale per tutti i crimini. Trent’anni dopo, il numero dei paesi abolizionisti non ha smesso di crescere e si è trasformato in un movimento mondiale in favore della completa abolizione di questa disumana forma di punizione. Nel 2006, le Filippine sono divenute il 99° paese ad aver abolito la pena capitale per i crimini sanzionabili dal diritto comune. Numerosi altri paesi, come la Corea del Sud, stanno intraprendendo passi nella stessa direzione.


Pena di morte nel mondo: facts & figures (in inglese)


Irak e Sudan entrano nella triste classifica

Rispetto al 2005, nel 20006 un nuovo paese si è aggiunto alla lista dei paesi che hanno effettuato il maggior numero di esecuzioni: l’Irak. Il ricorso alla pena capitale è continuamente aumentato in questo paese dopo la sua reintroduzione nel 2004. Da allora più di 270 persone sono state condannate a morte e secondo informazioni attendibili almeno 100 di queste condanne sono state eseguite. Nel 2006 l’attenzione della comunità internazionale si è focalizzata sull’esecuzione per impiccagione dell’ex dittatore Saddam Hussein, ma va ricordato che durante lo stesso altre 65 persone sono state impiccate al termine di processi non sempre conformi agli standard fissati dal diritto internazionale.


53 esecuzioni negli Stati Uniti

In Iran il numero di esecuzioni è praticamene raddoppiato rispetto al 2005: almeno 177 persone sono state messe a morte. Con 82 condanne a morte anche il Pakistan è entrato di fatto nel novero dei paesi che hanno eseguito il maggior numero di esecuzioni, mentre in Sudan il numero delle esecuzioni certe è di 65, ma si teme che le cifre reali siano molto più alte. Negli Stati Uniti nel 2006 sono state messe a morte 53 persone in 12 stati. Iran e Pakistan sono gli unici due paesi che hanno proceduto all’esecuzione di delinquenti minorenni, in violazione del diritto internazionale.


Stati Uniti: 30 anni di esecuzioni, 30 anni di ingiustizie


1'000 esecuzioni: il primato tocca alla Cina

Ma il paese con il più alto numero di condanne a morte eseguite rimane la Cina. Amnesty International ha registrato più di 1'000 esecuzioni capitali nel paese asiatico nel 2006, ma anche in questo caso si tratta di stime per difetto, perché i dati relativi alla pena di morte in Cina sono tuttora soggetti al segreto di Stato. La realtà potrebbe essere assai più drammatica: si ritiene che il numero effettivo delle condanne a morte possa raggiungere le 8 mila esecuzioni.