In vista dell’esame del Consiglio dei diritti umani Diritti umani sotto la lente delle ONG svizzere

La situazione dei diritti umani in Svizzera sarà esaminata il prossimo mese di maggio a Ginevra nell’ambito dell’Esame Periodico Universale (EPU), il nuovo meccanismo di controllo istituito dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU. Una coalizione formata da una trentina di ONG svizzere attive nella difesa dei diritti fondamentali ha pubblicato un rapporto che presenta le principali preoccupazioni e le priorità di intervento in materia di diritti umani nel nostro paese.
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La situazione dei diritti umani in Svizzera sarà esaminata il prossimo mese di maggio a Ginevra nell’ambito dell’Esame Periodico Universale (EPU), il nuovo meccanismo di controllo istituito dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU. In occasione della giornata di consultazione, organizzata oggi dal Dipartimento Federale degli Affari Esteri (DFAE), una coalizione formata da una trentina di ONG svizzere attive nella difesa dei diritti fondamentali pubblica un rapporto che presenta le principali preoccu-pazioni e le priorità di intervento in materia di diritti umani nel nostro paese. In particolare, il rapporto evidenzia l’assenza di un meccanismo istituzionale per l’implementazione delle convenzioni internazionali ratificate.


Asilo e tratta di esseri umani

Legislazione in materia d’asilo, protezione delle vittime della tratta di esseri umani, diritti dei bambini, razzismo, diritti sociali: il rapporto presentato oggi a Berna da una coalizione di ONG svizzere costituita nel novembre 2007 allo scopo di sotto-mettere un rapporto comune all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani - tra cui figura Amnesty International – affronta l’essenziale dei problemi legati ai diritti u-mani nel nostro paese. La principale critica contenuta nel rapporto riguarda la mancanza di un meccanismo istituzionale che consenta di garantire l’efficace ap-plicazione degli strumenti internazionali relativi ai diritti umani. Non esiste alcun piano d’azione nazionale per l’implementazione delle convenzioni ratificate, inoltre la ripartizione delle competenze e delle responsabilità tra i vari dipartimenti dell’amministrazione federale e le autorità cantonali sono poco chiare e coerenti.


Raccomandazioni al Governo

Questo rapporto fa stato delle principali preoccupazioni espresse da una trentina di ONG svizzere in materia di diritti umani e manifesta particolare inquietudine a proposito delle restrizioni imposte ai diritti dei migranti entrate in vigore con le nuove leggi sull’asilo e sugli stranieri. Ma il rapporto indirizza anche concrete raccomandazioni al Governo, chiedendo per esempio l’istituzione, a livello nazionale, di un organo consultivo indipendente per i diritti umani, in grado di fornire assistenza ai vari uffici federali e cantonali nonché alle stesse Organizzazioni non governative. Il rapporto chiede inoltre alle autorità di rafforzare il quadro giuridico in materia di lotta contro le discriminazioni e deplora l’assenza della “giustiziabilità” dei diritti economici, sociali e culturali nel diritto interno; diritti che sono tuttora considerati alla stregua di semplici obiettivi sociali e che non possono pertanto essere oggetto di procedure giudiziarie.


Giornata di consultazione

Il rapporto è stato pubblicato martedì 26 febbraio, in occasione della giornata di consultazione nazionale della società civile organizzata dal DFAE. Nel corso di questa giornata le ONG hanno avuto la possibilità di prendere posizione sui contenuti del rapporto sulla Svizzera, un documento di 20 pagine che sarà trasmesso in marzo al Consiglio dei diritti umani di Ginevra. Seguendo la prassi adottata con gli altri 192 Stati membri, la Svizzera dovrà rispondere della sua politica in materia di diritti umani nel corso di una discussione di tre ore con i 47 membri del Consiglio dei diritti umani. L’Esame Periodico Universale davanti al Consiglio si svolgerà dal 5 al 16 maggio.


Link correlati: visita il sito dell'Alto commissariato ONU per i diritti umani