Guantánamo Bay, Camp X-Ray, Cuba. © US DoD
Guantánamo Bay, Camp X-Ray, Cuba. © US DoD

Guantanamo, uno scandalo lungo sei anni

L'11 gennaio ricorre il sesto anniversario dall'apertura della prigione americana di Guantanamo, sull'isola di Cuba. In sei anni, quasi 800 "sospetti terroristi" sono stati detenuti nella base, in dispregio del diritto internazionale e subendo forme di tortura: tuttora sono tenuti prigionieri circa 300 cittadini di una decina di paesi, arrestati nell'ambito della guerra al terrorismo.

I detenuti sono confinati per 22 ore al giorno in celle individuali in acciaio, privati di qualsiasi contatto con il mondo esterno e con gli altri detenuti. Queste celle non hanno finestre rivolte verso l'esterno, non ricevono luce naturale né aria fresca. Nessuna attività fisica è consentita e i prigionieri sono esposti a un'illuminazione permanente e a una sorveglianza costante da parte delle guardie di sicurezza, che rende impossibile il sonno continuato. Gli unici esercizi tollerati avvengono in un cortile esterno circondato da alte mura, da cui la luce naturale filtra a malapena. Spesso le uscite sono concesse soltanto durante le ore notturne.

Circa l'80% dei circa 385 detenuti tuttora rinchiusi a Guantanamo (dati dell'aprile 2007) vivono in isolamento, cifra che rappresenta un'inversione di tendenza rispetto alle misure adottate in precedenza, che miravano a facilitare la socializzazione e la comunicazione tra detenuti. Secono il Pentagono, a metà febbraio 2007, 165 detenuti sono stati trasferiti nel Camp 6 provenienti da un altro edificio della base. Un altro centinaio di "sospetti terroristi" sono mantenuti in isolamento all'interno del Camp 5, una prigione di massima sicurezza. Un gruppo di almeno 20 detenuti è invece custodito in isolamwnto nel Camp Echo, una struttura situata in disparte rispetto alle altre di Guantanamo, dove le condizioni di detenzione sono state definite dalla Croce Rossa (CICR) come "estremamente dure".

Trattati internazionali ignorati

Le autorità degli Stati Uniti hanno descritto il Camp 6 come un'installazione "ultramoderna", più sicura per i guardiani che ci lavorano e "più comoda" per i detenuti. Malgrado ciò, Amnesty International ritiene che tali condizioni - per quanto è possibile dedurre dalle fotografie scattate nella base o dai racconti dei detenuti e dei loro avvocati - contravvengono alle norme internazionali in materia di trattamento rispettoso della dignità umana. Queste condizioni, sotto un certo aspetto, sono addirittura più severe del livello di "massima sicurezza" applicato nelle prigioni esistenti sul territorio americano, esse stesse criticate dalla comunità internazionale e bollate come incompatibili con una serie di trattati relativi ai diritti umani e alle norme di detenzione.

La misure di sicurezza nella base di Guantanamo sarebbero state severamente rafforzate dopo un prolungato sciopero della fame portato avanti da alcune decine di prigionieri nel giugno 2006 e la morte per sospetto suicidio di altri due detenuti.

Conseguenze sulla salute

Amnesty teme che le condizioni di detenzione, in aggravante alla loro manifesta disumanità, possano arrecare gravi disturbi alla salute fisica e psicologica di molti detenuti, che già soffrono di uno stress enorme per il fatto di essere incarcerati a tempo indeterminato, spesso senza conoscere i capi d'imputazione mossi nei loro confronti e senza un'adeguata assistenza legale, senza il diritto a un giusto processo, né contatti con i famigliari. Gli avvocati che di recente hanno fatto visita ad alcuni detenuti nel Camp 6 hanno espresso inquietudine per le condizioni di salute di una parte dei loro clienti.

Rivendicazioni di Amnesty International

Amnesty International esige che la base di Guantanamo venga chiusa e che i detenuti siano sottoposti a un proceso equo e imparziale ne rispetto delle norme dancite dal diritto e dai trattati internazionali, oppure, se non esistono le basi per un'imputazione, che essi vengano liberati. Al contempo, la nostra organizzazione esorta il governo degli Stati Uniti affinché adotti misure immediate per migliorare le condizioni di detenzione nel campo, in modo che tutti i prigonieri siano trattati nel rispetto della loor dignità e del diritto internazionale.

Le autorità devono assicurare che nessun detenuto sia sottoposto a una condizione prolungata di isolamento e permettere lo svolgimento di attività fisiche nonch di facilitare la socializzazione tra detenuti. Deve essere garantito un contatto regolare con le famiglie, nella forma di visite o di conversazioni telefoniche.

Amnesty International chiede infine al Governo Usa di consentire le visite alla base di Guantanamo da parte di personale medico specializzato, nonché il via libera alle alle ispezioni delle organizzazioni mondiale per i diritti umani e degli esperti in materia di diritti umani delle Nazioni Unite.



Per maggiori informazioni, consultare il rapporto USA: Cruel and inhuman – Conditions of isolation for detainees in Guantánamo Bay