Un ramo d’ulivo come segno di solidarietà  © istockphoto.com
Un ramo d’ulivo come segno di solidarietà © istockphoto.com

Gaza / Israele Azione a sostegno delle voci coraggiose, contro il circolo vizioso della violenza

«Anche se fosse l’unica a Sderot, la mia voce dovrebbe comunque essere ascoltata. Non siete partiti in guerra a nome mio, e non siete in guerra per me». Con queste parole Nomika Zion, co-fondatrice dell’organizzazione Kol Aher di Sderot, si è schierata con coraggio contro la guerra a Gaza. Dopo la dichiarazione di cessate il fuoco da parte di Israele e di Hamas è necessario mettere fine alla spirale di violenza e rappresaglie in Medio Oriente. Partecipate alla nostra azione a sostegno delle organizzazioni che, in Israele, denunciano la logica della guerra.


 «Anche se fosse l’unica a Sderot, la mia voce dovrebbe comunque essere ascoltata. Non siete partiti in guerra a nome mio, e non siete in guerra per me». Nomika Zion, co-fondatrice dell’organizzazione Kol Aher di Sderot – la città più toccata dai missili lanciati da Hamas - si è schierata con coraggio contro la guerra a Gaza.


La tragedia umanitaria che si sta consumando nella Striscia di Gaza segna il più recente culmine raggiunto dalla spirale di violenza e rappresaglie che da decine di anni caratterizzano il conflitto in Medio Oriente. Ancora una volta la principale vittima è la popolazione civile: centinaia di morti, migliaia di feriti, diverse migliaia di senzatetto, infrastrutture distrutte.

Quello che le parti coinvolte nel conflitto e la comunità internazionale dovrebbero fare è chiaro per tutti: far rispettare il diritto umanitario internazionale e proteggere la popolazione civile, lasciar passare gli aiuti umanitari e gli osservatori internazionali. Dall’inizio delle ostilità, ovunque nel mondo, Amnesty International ricorda queste esigenze e insiste sull’urgenza della loro messa in atto.

Per conoscere le rivendicazioni di Amnesty International (dal sito www.amnesty.org) 

Intervista alla ricercatrice di Amnesty International su Israele, Donatella Rovera (in italiano, sul sito della Sezione italiana)

Per evitare una futura catastrofe umanitaria in Medio Oriente, inevitabilmente seguita da un’altra, la spirale della violenza e delle rappresaglie deve essere rotta. E proprio questa è la richiesta delle persone coraggiose che, in Israele e in certe organizzazioni ebraiche internazionali, si esprimono contro la guerra. Voci sempre più controcorrente, spesso accusate di tradimento. In questo particolare momento è di cruciale importanza una grande dimostrazione di solidarietà, sostegno e rispetto nei loro confronti – e in favore dei diritti umani in Medio Oriente.

Il 15 gennaio 2009 la Sezione svizzera di Amnesty International ha inviato una lettera aperta di solidarietà a numerose organizzazioni in Israele e all’organizzazione svizzera “Voce ebraica per una pace giusta fra Israele e Palestina”.
Scaricare il pdf della lettera aperta (in francese) (in tedesco)    

Sostenete anche voi chi si esprime come Nomika Zion. In segno di riconoscenza e sostegno, inviate un messaggio personale a queste voci coraggiose. Amnesty International trasmetterà la vostra e-mail alle organizzazioni.   Inviare un messaggio

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