© Valérie Chetelat
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Assemblea generale di Amnesty International Divieto dei minareti: no a un’iniziativa diffamatoria

L’Assemblea generale della Sezione svizzera di Amnesty International si è pronunciata all’unanimità contro l’iniziativa anti-minareti. La presidente del Consiglio nazionale Chiara Simoneschi-Cortesi, in un discorso pronunciato davanti ai membri dell’organizzazione riuniti a Berna, si è espressa a favore dell’aumento dei fondi che il nostro paese stanzia a favore dell’aiuto allo sviluppo. I membri di Amnesty International hanno infine espresso solidarietà nei confronti della popolazione civile scesa in piazza in Iran.

I 200 membri della Sezione svizzera di Amnesty International riuniti in Assemblea generale a Berna, il 27 e 28 giugno 2009, hanno raccomandato all’unanimità di respingere l’iniziativa che intende vietare la costruzione di minareti in Svizzera. «L’iniziativa si presen-ta come baluardo contro “l’islamizzazione strisciante” della Svizzera, ma denigra i musul-mani e le musulmane residenti in Svizzera, diffamandoli», ha sottolineato Daniel Bolomey, Segretario generale della Sezione svizzera di Amnesty International. «L’obiettivo degli iniziativisti va ben oltre la questione dei minareti. Essi vogliono sfruttare le paure della po-polazione, ravvivando sentimenti xenofobi per approfittarne politicamente.» L’organizzazione per la difesa dei diritti umani ha esortato la popolazione svizzera a difen-dere i valori fondamentali della nostra società, quali libertà, diversità e tolleranza reciproca.

Nel corso del suo intervento davanti all’Assemblea generale di Amnesty International, la presidente del Consiglio nazionale Chiara Simoneschi-Cortesi si è espressa in favore dell’aumento dei fondi stanziati dal nostro paese in favore dell’aiuto allo sviluppo: « Il 21esimo secolo rischia di diventare il secolo della fame. Di fronte a questa terribile pro-spettiva è necessario aumentare al più presto la percentuale del PNL consacrata alla poli-tica di aiuto allo sviluppo, passando dallo 0,4 allo 0,5 percento, come già deciso dal Par-lamento. La Svizzera rimarrebbe comunque ancora lontana dalla quota che si dovrebbe prefiggere un paese ricco come il nostro, vale a dire lo 0,7 percento entro il 2015. Un tra-guardo fissato dagli Obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite che la Svizzera si è impegnata ufficialmente a raggiungere, e che altri paesi europei hanno realizzato da tempo », ha dichiarato Chiara Simoneschi-Cortesi. « I poveri hanno bisogno di avvocati forti. È straordinario che Amnesty International estenda il suo impegno e voglia mostrare così che la povertà è la peggiore crisi dei diritti umani.»
 
L’Assemblea generale di Amnesty International ha adottato una risoluzione che chiede alla Svizzera e all’Unione Europea di impegnarsi per far sì che la politica europea in materia di asilo e migrazione sia applicata nel rispetto degli obblighi in materia di diritti umani. Inoltre si esorta il Consiglio Federale a non concludere accordi di riammissione con paesi che non rispettano il principio del non-refoulement. 

I membri di Amnesty International hanno inoltre espresso solidarietà nei confronti della popolazione civile iraniana che è scesa in piazza pacificamente e delle centinaia di perso-ne ferite e arrestate per aver espresso la loro opinione. Solidarietà è stata espressa anche nei confronti dei famigliari delle vittime, uccise dalle forze di sicurezza. L’Assemblea ha chiesto alle autorità iraniane di rinunciare immediatamente al ricorso alla forza e di liberare le persone arrestate per aver manifestato pacificamente