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Gaza / Israele La protezione della popolazione civile deve essere garantita

Amnesty International condanna il ricorso alla violenza da parte delle due parti in conflitto. L’organizzazione ha invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare una risoluzione urgente per mettere immediatamente fine agli attacchi contro la popolazione civile. La risoluzione è stata adottata giovedì 8 gennaio 2009, ma i bombardamenti su Gaza continuano.

Dopo l’inizio dell’offensiva terrestre israeliana i combattimenti raggiungono ora le zone abitate. Quasi un milione e mezzo di Palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza sono toccati direttamente. Dal 27 dicembre 2008 diverse centinaia di civili non armati sono stati uccisi, migliaia di persone, tra cui molti bambini, sono rimaste ferite. Inoltre 165 poliziotti, che non partecipavano al conflitto, sono stati uccisi. Durante lo stesso intervallo di tempo sono stati 4 i civili israeliani uccisi dai razzi lanciati da Hamas, decine i feriti. Questi attacchi hanno ulteriormente aggravato la crisi umanitaria che, a causa del blocco israeliano, da mesi imperversa a Gaza.

Lunedì 5 gennaio Amnesty International ha quindi esortato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ad adottare una risoluzione chiara, che condannasse con fermezza gli attacchi contro i civili da parte di Israele e di Hamas, chiedendo inoltre un cessate il fuoco immediato.

In una lettera aperta inviata al Consiglio di sicurezza Amnesty International esige l’adozione rapida di una risoluzione e l’invio di osservatori internazionali. Il Consiglio di sicurezza deve inoltre fare pressione su Israele perché revochi le restrizioni imposte sulla consegna di medicamenti, alimenti e carburante. Le organizzazioni umanitarie e i media devono poter accedere senza restrizioni alla Striscia di Gaza.

Il Consiglio di sicurezza ha adottato una risoluzione giovedì 8 gennaio 2009,  ma questo non ha fermato né i bombardamenti su Gaza né il lancio di missili su Israele. Per le organizzazioni umanitarie gli spostamenti rimangono molto difficili.

“Da inizio novembre, con poche eccezioni, l’esercito israeliano ha impedito ai giornalisti e ai collaboratori delle organizzazioni internazionali di entrare nella striscia di Gaza”, deplora Reto Rufer, esperto Ricerche sui paesi di Amnesty International. ”La loro presenza a Gaza è assolutamente necessaria per permettere la distribuzione degli aiuti umanitari e per testimoniare cosa sta succedendo, in particolare in merito agli attacchi contro la popolazione civile.”