© Dru C. Gladney
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Dibattito al Consiglio nazionale sull’iniziativa anti minareti No a un’iniziativa discriminatoria, sproporzionata e inutile

In occasione del dibattito al Consiglio Nazionale sull’iniziativa popolare federale « contro la costruzione di minareti», il 4 marzo, Amnesty International invita i parlamentari ad invalidare l’iniziativa, o almeno a rifiutarla. Secondo l’organizzazione di difesa dei diritti umani, questa iniziativa è discriminatoria ed inutile. Si teme inoltre che il dibattito politico possa essere sfruttato per ravvivare paure legate all’Islam e sviluppare un clima xenofobo.

«È la prima volta che la Svizzera è chiamata ad esprimersi su un tema strettamente legato all’Islam, e c’è da temere che, oltre alle discussioni strettamente giuridiche, delle paure più o meno diffuse giochino un ruolo importante nel dibattito», afferma Alain Bovard, giurista della Sezione svizzera di Amnesty International. «Sta al Parlamento invalidare l’iniziativa a causa della sua incompatibilità con la Costituzione federale, o almeno rifiutarla a larga maggioranza.»

Amnesty International ha pubblicato un documento (versione francese) nel quale illustra come l’accettazione di questa iniziativa, non solo non risolverebbe il problema, ma ne creerebbe di nuovi:
 
-    L’iniziativa è contraria ai valori svizzeri: il testo sostiene di voler difendere la nostra cultura, ma la cultura svizzera è basata sulla libertà religiosa. I concetti di esclusione, arbitrio e discriminazione diffusi dall’iniziativa sono contrari ai valori elvetici.
-    L’iniziativa è sproporzionata: l’inserimento nella Costituzione di un divieto generalizzato e senza eccezioni alla costruzione di nuovi minareti rappresenterebbe un attacco sproporzionato ad alcuni diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione federale. Tra questi in particolare:il principio dell’uguaglianza davanti alla legge, la libertà di credo e di coscienza, il divieto della discriminazione.
-    L’iniziativa è discriminatoria: secondo l’art.8 della Costituzione federale, «Tutti sono uguali davanti alla legge» e «nessuno può essere discriminato». Quest’iniziativa avrebbe come conseguenza una disparità di trattamento in quanto si farebbe figurare nella Costituzione un solo tipo di edificio religioso. Inoltre l’iniziativa non farebbe altro che rafforzare le paure e i sentimenti xenofobi di una parte della popolazione, oltre ad aumentare le discriminazioni di cui i musulmani residenti in Svizzera sono già vittima nella loro vita quotidiana. In caso di accettazione dell’iniziativa è pure verosimile che la Corte europea per diritti umani condanni la Svizzera o che contro il nostro paese sia promossa una denuncia per violazione dell’articolo 9 della CEDU.
-    L’iniziativa è inutile: è stata lanciata in particolare per rispondere al timore che la popolazione musulmana residente in Svizzera possa imporre alcuni precetti della sua religione, mettendo in pericolo i diritti fondamentali garantiti dall’ordinamento giuridico svizzero. La legislazione attuale prevede già delle misure che garantiscano il rispetto di questi diritti fondamentali. La Costituzione e l’ordinamento giuridico vigenti si applicano naturalmente anche in casi che coinvolgono musulmani residenti in Svizzera, come avviene per tutti gli abitanti del nostro paese.