Barack Obama autorizza la chiusura di Guantanamo © AP/PA Photo/Charles Dharapak
Barack Obama autorizza la chiusura di Guantanamo © AP/PA Photo/Charles Dharapak

Bilancio dopo i primi 100 giorni del presidente americano Troppi messaggi ambivalenti da parte di Obama sull’impunità degli atti di tortura

Poco dopo la sua entrata in funzione, il presidente americano Barack Obama ha fatto grandi promesse, ma non molte sono state messe in pratica durante i primi cento giorni del suo mandato. È questa la conclusione di un rapporto di Amnesty International, pubblicato oggi. Un solo detenuto di Guantanamo è stato liberato da quando, in gennaio, il presidente ha annunciato la chiusura del campo entro un anno. L’ammissione umanitaria di ex-detenuti in Svizzera o in altri paesi si fa attendere. L’organizzazione per la difesa dei diritti umani esige che Obama costituisca una commissione d’inchiesta indipendente e che i responsabili di tortura e maltrattamenti durante l’amministrazione Bush siano tradotti davanti alla giustizia.

In un rapporto pubblicato oggi, Amnesty International evidenzia i messaggi ambivalenti del presidente Obama e del suo governo durante i primi cento giorni di  questa amministrazione:


- Il presidente Obama ha reso pubblici quattro memorandum che autorizzavano legalmente la CIA ad impiegare metodi di interrogatorio che costituivano atti di tortura e maltrattamento contro i prigionieri mantenuti in detenzione segreta. Obama ha condannato la pratica della tortura ma ha assicurato che i presunti autori di questi crimini non saranno tradotti davanti alla giustizia se avevano seguito i consigli legali emessi dal Dipartimento della Giustizia, sottolineando che preferiva guardare al futuro piuttosto che al passato


- Il presidente statunitense ha pubblicato un decreto sulla futura chiusura del centro di detenzione di Guantanamo, ma non si è impegnato a portare i detenuti davanti a un tribunale civile, o a liberarli. Ha promesso che i casi dei 240 detenuti di Guantanamo saranno riesaminati “man mano e il più rapidamente possibile” in modo da determinare quali siano trasferibili o liberabili. Tuttavia, da gennaio, un solo prigioniero è stato rimesso in libertà, e nessuno è stato incolpato. Questo malgrado il fatto che, da mesi ormai, dei giudici federali abbiano ordinato la libera-zione immediata di alcuni detenuti. L’ammissione umanitaria di ex-detenuti da parte della Svizzera o di altri Stati si fa attendere.


- Ha ordinato alla CIA di chiudere i centri segreti di detenzione, vietandole di gestire tali centri in futuro, ma lasciando aperta la possibilità di rapire persone e mettere in atto detenzioni all’estero « di breve durata, transitorie ».


- Ha pubblicato un decreto che vieta il ricorso alla tortura e ad altre forme di maltrattamento, ma ha approvato senza riserve la proroga dell’impiego del Manuale delle procedure dell’esercito degli Stati Uniti. Questo documento non vieta la privazione prolungata del sonno e l’isolamento in cella, come pure lo sfruttamento delle fobie dei detenuti, schernendosi del divieto internazionale della tortura e di altri maltrattamenti.


« Amnesty International aveva salutato le misure annunciate dal presidente Oba-ma nei due giorni che hanno seguito la sua entrata in funzione » ha dichiarato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International. « Ma fino a quando gli Stati Uniti non metteranno un termine a tutte le detenzioni illegali e non porteranno davanti alla giustizia tutti i presunti autori di atti di tortura e altre gravi violazioni dei diritti umani commessi durante l’amministrazione di George Bush, questo capitolo non sarà chiuso. »