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Iran Attivista per i diritti delle donne liberata

Somayeh Rashidi, attivista per i diritti delle donne e degli studenti è stata liberata è ha lasciato il carcere di Evin (Teheran) il 25 febbraio 2010. Le condizioni del suo rilascio non sono chiare e ...

Somayeh Rashidi, attivista per i diritti delle donne e degli studenti è stata liberata è ha lasciato il carcere di Evin (Teheran) il 25 febbraio 2010. Le condizioni del suo rilascio non sono chiare e Amnesty International ritiene possibile che l’attivista possa in futuro essere incolpata e portata a giudizio.

Somayeh Rashidi, attivista per i diritti delle donne e degli studenti è stata liberata è ha lasciato il carcere di Evin (Teheran) il 25 febbraio 2010. Le condizioni del suo rilascio non sono chiare e Amnesty International ritiene possibile che l’attivista possa in futuro essere incolpata e portata a giudizio.

Somayeh Rashidi partecipa alla Campagna per l’uguaglianza sin dagli inizi, nel 2006. Quest’iniziativa, conosciuta anche come “Un milione di firme”, che lotta contro la discriminazione davanti alla legge di cui sono vittima le donne iraniane e per la parità di diritti tra uomini e donne. A causa delle sue attività in difesa dei diritti delle donne a Somayeh Rashidi è stato vietato di proseguire i suoi studi universitari.

Il 14 dicembre 2009 gli agenti delle forze di sicurezza avevano fatto irruzione nella casa di Somayeh Rashidi, confiscando diversi beni di sua proprietà, in particolare un computer portatile e degli appunti. In questa occasione le è stato consegnata una convocazione, nella quale le si ordinava di presentarsi iil 19 dicembre 2009 davanti alla 12esima camera del tribunale rivoluzionario. Somayeh Rashidi si è presentata accompagnata dal suo avvocato, che però non ha potuto assistere all’interrogatorio. Il legale è poi stato informato dell’arresto della sua cliente, trasferita al carcere di Evin (Teheran). Durante la sua detenzione Somayeh Rashidi non è stata autorizzata a contattare un avvocato.

Amnesty International aveva lanciato un’Azione Urgente in favore di Somayeh Rashidi, chiedendo la sua liberazione immediata e senza condizioni.

 

AGISCI ORA!

Quasi 300 persone che sono scese in strada per protestare contro i risultati delle elezioni del giugno 2009 sono tutt’ora imprigionate nelle carceri iraniane. Queste persone rischiano la tortura, lo stupro e perfino la morte. Scrivete alla Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, esigendo che tutte queste persone siano liberate immediatamente.

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