Un Obiettivo del Millennio: migliorare l’accesso all’educazione per le bambine. © AI
Un Obiettivo del Millennio: migliorare l’accesso all’educazione per le bambine. © AI

Ridurre la povertà I diritti dell’uomo devono essere centrali per la realizzazione degli Obiettivi del Millennio

Una delegazione di Amnesty International parteciperà, dal 20 al 22 settembre, al summit delle Nazioni Unite dedicato agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. I rappresentanti dell’organizzazione per la difesa dei diritti umani esorteranno gli Stati membri a impegnarsi concretamente per il rispetto dei diritti umani, in particolare quelli delle persone più povere.

I governi del mondo non rispettano i loro obblighi nei confronti di oltre un miliardo di persone che sul nostro pianeta vivono nella totale povertà. I diritti umani vengono dimenticati, a volte perfino calpestati, nel tentativo di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

Con la Dichiarazione del Millennio, per le popolazioni più povere ed escluse del pianeta è nata la speranza di un futuro migliore. Ma, dieci anni più tardi, è purtroppo chiaro che i pochi progressi registrati non sono stati sufficienti e che, senza un impegno supplementare, gli obiettivi fissati per il 2015 non saranno raggiunti.

Nel settembre 2010 un summit mondiale delle Nazioni Unite valuterà l’impatto degli OSM. Quali obiettivi sono stati raggiunti? Quali sono le sfide? Perché il numero di persone colpite dalla povertà e dalla fame è aumentato negli ultimi anni? Cosa fare, nei prossimi cinque anni, per avvicinarsi il più possibile agli obiettivi fissati, mantenendo almeno in parte le promesse fatte nel 2010?

Le priorità fissate con gli OSM devono concretizzarsi per tutti i poveri del mondo, che lottano quotidianamente per sconfiggere la povertà e far valere i loro diritti. Amnesty International è convinta che il rispetto e la promozione di tutti i diritti umani – in particolare i diritti economici, sociali e culturali – siano indispensabili per lottare efficacemente contro la povertà.

Queste le rivendicazioni principali

  • sono necessari cambiamenti nel modo in cui le Nazioni Unite misurano i progressi verso il raggiungimento degli Obiettivi, in particolare occorre evidenziare i miglioramenti conseguiti in favore delle comunità più emarginate ed escluse e in misura sempre più ampia per le donne e le ragazze;
  • il processo verso il raggiungimento degli Obiettivi deve prendere in considerazione tutte le violazioni dei diritti umani che costringono le persone in povertà, in particolare quelle che impediscono i progressi verso il raggiungimento degli Obiettivi stessi;
  • i governi devono garantire l'accesso a meccanismi che consentano di chiamare a rispondere gli stati e gli attori non statali per le politiche e le pratiche che creano e aggravano la povertà.

 

Cosa sono gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio?

Nel 2000 i 189 paesi membri delle Nazioni Unite hanno adottato la Dichiarazione del Millennio. Sottoscrivendo la Dichiarazione i paesi si sono impegnati a promuovere, nel 21esimo secolo, la libertà, l’uguaglianza e la dignità di tutti i cittadini del mondo, come pure la pace, la sicurezza e la protezione dell’ambiente.

Per mettere concretamente in atto questa Dichiarazione sono stati adottati otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM). Tutti gli Stati si sono impegnati a raggiungere questi obiettivi entro il 2015. Bisogna, per esempio, ridurre di metà la parte della popolazione vittima di fame e povertà. Tutti i bambini devono poter andare a scuola, e completare almeno il ciclo primario. È necessario promuovere la parità dei sessi e rafforzare la posizione delle donne nella società. Il tasso di mortalità infantile deve essere ridotto di due terzi, la mortalità materna di tre quarti.

Gli OSM rappresentano la più importante iniziativa globale per la riduzione della povertà. Dieci anni più tardi, nonostante alcuni successi, si prevede che, nel 2015, questi obiettivi non saranno raggiunti.