Rapporto annuale 2011 Cambiamenti storici appesi a un filo

L’ascesa dei movimenti sociali in favore della libertà e della giustizia in Medio Oriente e in Nord Africa e il crescente successo dei social media offrono un’occasione senza precedenti di far progredire il rispetto dei diritti umani. Ma questi cambiamenti sono appesi a un filo, ha dichiarato Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International, durante la presentazione del rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani nel mondo, avvenuta a Londra a poche settimane dal 50esimo della nascita dell’organizzazione. Un bilancio in chiaro scuro per quel che riguarda la Svizzera. Se, infatti, si possono notare alcuni sviluppi positivi, come l’accoglienza a titolo umanitario di ex detenuti di Guantanamo, l’approvazione dell’iniziativa sul rinvio costituisce chiaramente un passo indietro.

«Dal 1961 la fiamma della candela di Amnesty International illumina il buio delle carceri e porta alla luce le violazioni dei diritti umani in tutto il mondo. Oggi siamo alla soglia di un cambiamento di portata storica» ha dichiarato Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International presentando il rapporto annuale 2011. La più importante organizzazione di difesa dei diritti umani festeggerà i suoi 50 anni il prossimo 28 maggio.

Uomini e donne che superano le proprie paure e, spesso trascinati dalle giovani generazioni, sifdano i proiettili, le manganellate, i gas lacrimogeni e i carri armati. Il loro coraggio, associato alle nuove tecnologie della comunicazione, permette di superare le restrizioni imposte alla libertà d’espressione e di mostrare a tutti le immagini della repressione. Chiaro il messaggio inviato ai regimi repressivi: «I vostri giorni sono contati!»

Nonostante la determinazione di fronte alla repressione, nonostante l’espansione del campo d’azione in favore dei diritti umani permessa dalle nuove tecnologie, la libertà d’espressione continua a subire gravi attacchi. Il Raporto 2011 di Amnesty International recensisce: restrizioni imposte alla libertà d’espressione in 89 paesi, 48 paesi ai quali è stato chiesto il rilascio di prigionieri di coscienza, casi di tortura e altri maltrattamenti avvenuti in 98 paesi e processi iniqui in 54 Stati.

Bilancio in chiaro-scuro per la Svizzera

Il rapporto annuale 2011 di Amnesty International sottolinea positivamente che, lo scorso anno, il Consiglio federale ha istituito una Commissione federale per la prevenzione della tortura e un Centro di competenze per i diritti umani. Il 10 dicembre, inoltre, la Svizzera ha sottoscritto la Convenzione internazionale contro le sparizioni forzate. Nel gennaio e nel marzo 2010 il nostro paese ha accolto tre ex detenuti di Guantanamo; tre altri uomini rimangono in attesa di una risposta definitiva alla loro richiesta di asilo.

Dal punto di vista dei diritti umani, l’approvazione il 28 novembre dell’ «iniziativa sui rinvii» costituisce un importante passo indietro. Essa autorizza il rinvio automatico di stranieri riconosciuti colpevoli di determinati reati. L’esecuzione di tali rinvii, contro i quali non è prevista la possibilità di presentare ricorso, costituisce una violazione degli obblighi internazionali sottoscritti dalla Svizzera.

Nel capitolo dedicato alla Svizzera, il rapporto di Amnesty International ricorda che diverse istanze delle Nazioni Unite si sono espresse criticamente nei confronti del nostro paese. In maggio il Comitato contro la tortura ha criticato l’uso a volte eccessivo della forza da parte della polizia in occasione di arresti, in particolare nel caso di interrogatori di cittadini stranieri. Il Comitato ha raccomandato la creazione di un meccanismo indipendente incaricato, a livello cantonale, di esaminare le denuncie contro le forze di polizia presentate. Nel mese di novembre, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali ha denunciato il fatto che i richiedenti l’asilo possono essere alloggiati per periodi indeterminati nelle strutture della protezione civile.

13 Maggio 2011

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