Statistiche 2010 sulla pena di morte Aumentano le esecuzioni in Iran

Lo scorso anno, Amnesty International ha documentato l'esecuzione di 527 persone in 23 paesi. A causa di Cina e l'Iran, il numero di casi non registrati dalla statistica è elevato. Questa è una delle principali conclusioni del rapporto annuale sulla pena di morte pubblicato oggi dall'organizzazione lotta per i diritti umani. La situazione è particolarmente drammatica in Iran. Con un'azione pubblica – lunedì 28 marzo a Berna - Amnesty International intende attirare l'attenzione dell’opinione pubblica sulle 120 esecuzioni avvenute in questo paese nei mesi di gennaio e febbraio 2011.

Il numero di esecuzioni registrate da Amnesty International è diminuito: da 714 nel 2009 a 527 nel 2010. Il numero totale delle esecuzioni, però, è sicuramente più elevato a causa della situazione in Cina. Questo paese, infatti, considera le statistiche sulle condanne a morte e le esecuzioni come un segreto di Stato. La sola Cina ha eseguito più esecuzioni rispetto al resto del mondo. Amnesty International ritiene che diverse migliaia di prigionieri siano stati messi a morte.

Nel 2010 il Gabon ha abolito la pena di morte, portando a 139 il numero di paesi che hanno rinunciato - per legge o nella pratica – a questa crudele sanzione. Dei 58 paesi in cui tuttora si pronunciano condanne a morte, meno della metà (23 paesi) hanno eseguito condanne capitali nel corso dello scorso anno. Cina, Iran, Arabia Saudita, Stati Uniti e Yemen, continuano a remare contro la tendenza mondiale verso l'abolizione della pena capitale.

In Europa, la Bielorussia rimane l'unico paese che ancora applica la pena capitale. Nel marzo del 2010, due prigionieri sono stati giustiziati e, nel corso dello stesso anno, le autorità hanno pronunciato tre nuove condanne.

Iran: numero delle esecuzioni in aumento

Negli scorsi mesi in Iran il numero delle esecuzioni è molto aumentato. Durante i soli mesi di gennaio e febbraio 2011 sono state messe a morte almeno 120 persone. A parte il caso eccezionale della Cina, nessun altro paese ha eseguito un così alto numero di condanne capitali come l'Iran. Le autorità iraniane hanno ammesso l'esecuzione di 252 prigionieri, tra cui cinque donne e un minore. Amnesty, però, ha ricevuto informazioni affidabili secondo le quali, nel 2010, sono state effettuate almeno 300 altre esecuzioni.

In Iran, la pena capitale è spesso impiegata come arma contro l'opposizione. La lapidazione è ancora una punizione legale per il reato di "adulterio da parte di persone sposate". Almeno dieci donne e uomini sono attualmente minacciati con questa forma di esecuzione particolarmente crudele. In alcuni casi i processi durano solo alcuni minuti e, durante la procedura, il diritto ad avere un avvocato è spesso negato agli accusati e alle accusate. Spesso, le persone incolpate sono torturate o maltrattate in carcere.

28 marzo 2011

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