1°-15 dicembre 2O12 - Maratona delle lettere Omicidi in Amazzonia: proteggiamo Laísa Santos Sampaio

Quest'anno prende inizio sabato 1° dicembre la Maratona delle lettere di Amnesty International. La Sezione svizzera parteciperà all'azione organizzata in tutto il mondo a sostegno di donne e uomini ...

Quest'anno prende inizio sabato 1° dicembre la Maratona delle lettere di Amnesty International. La Sezione svizzera parteciperà all'azione organizzata in tutto il mondo a sostegno di donne e uomini in pericolo in ragione del loro impegno per i diritti umani. L'ecologista brasiliana Laísa Santos Sampaio è una delle militanti dei diritti umani minacciate. Sua sorella e suo cognato sono stati assassinati a causa della loro opposizione al disboscamento della Foresta amazzonica. A sua volta, Laísa è minacciata di morte.

Come di consueto, con la Maratona delle lettere, Amnesty International intende richiamare l'attenzione sull'adozione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, avvenuta il 1O dicembre del 1948 ad opera dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per celebrarla, in tutto il mondo si scrivono decine di migliaia di lettere a sostegno dei prigionieri d'opinione.

In collaborazione con il WWF Svizzera, la Sezione svizzera di Amnesty International ha deciso di mettere in risalto la battaglia dell'ecologista brasiliana Laísa Santos Sampaio, che s'impegna, all'interno della propria comunità, per una gestione sostenibile della Foresta amazzonica. Sua sorella e suo cognato sono stati assassinati a causa della loro opposizione allo sfruttamento illegale della foresta. A sua volta, Laísa ha ricevuto numerose minacce di morte. Tramite la Maratona delle lettere, Amnesty international mira a ottenere l'adozione, da parte del governo brasiliano, di misure efficaci volte a garantirne la sicurezza.

In questa edizione 2O12, Amnesty International s’impegna altresì per i prigionieri d'opinione Ales Bialiatski (Bielorussia), Narges Mohammadi (Iran), Gao Zhisheng (Cina), per la militante egiziana Azza Suleiman, nonché per il movimento studentesco sudanese «Girifna».

Le azioni di Amnesty International consistenti nell'invio di missive sono coronate da successo in circa la metà dei casi. Alcuni prigionieri d'opinione sono rilasciati, delle condanne a morte sono convertite, le condizioni detentive migliorano, torture e maltrattamenti cessano. Ciò è avvenuto, per esempio, con Jabbar Savalan. Il militante azerbagiano era stato arrestato e condannato a una pena detentiva di due anni e mezzo per aver pubblicato su Facebook un articolo critico nei confronti del presidente del suo paese. Jabbar Savalan è stato liberato a seguito del sostegno della scorsa edizione della Maratona delle lettere (2O11).

Per maggiori informazioni su tutti i casi di difensori dei diritti umani sostenuti da Amnesty International nell'ambito della Maratona elle lettere 2O12 è possibile consultare l'apposito sito internet.

Laísa Santos Sampaio, 46 anni, è stata insegnante nella comunità rurale di Nova Ipixuna, nello stato del Pará, nel Nord-Ovest del Brasile, per 11 anni. Lotta contro lo sfruttamento illegale della foresta tropicale in Amazzonia e per i diritti della sua comunità. Nell'ambito di un progetto condotto da varie donne della sua stessa comunità, Laísa produce cosmetici, creme e rimedi naturali a base di noci e frutti.

Laísa Santos Sampaio e la sua comunità sono sottoposte a forti pressioni e corrono gravi pericoli. Nel maggio del 2O11, dei sicari hanno assassinato il cognato e la sorella di Laísa. Decine di membri della comunità sono fuggiti in quanto temevano per le proprie vite. Il progetto delle donne è dovuto essere interrotto. L'abitazione di Laísa e i suoi campi sono stati bruciati nel 2O1O e, nell'agosto 2O11, è stata oggetto delle medesime minacce ricevute in precedenza dai suoi cari uccisi. Il tronco di una palma da cocco è stato depositato sulla strada a 15O metri dal suo domicilio. Si tratta, nella cultura locale, di una minaccia di morte. Il suo cane è stato freddato con otto colpi d'arma da fuoco. Laísa ha tentato di fuggire a Marabà, la capitale della provincia, ma a causa di ristrettezze economiche è dovuta rientrare a Nova Ipixuna dopo sette mesi. Da allora è nuovamente bersaglio di minacce di morte.

Nonostante le intimidazioni subite, il governo brasiliano si è finora rifiutato d'inserire Laísa Santos Sampaio in un Programma nazionale di protezione dei difensori dei diritti umani minacciati. Le pattuglie occasionali della polizia militare locale non le forniscono una protezione adeguata. Pertanto, Amnesty International esige che Laísa sia messa sotto scorta e che misure efficaci siano assunte onde garantirne la sicurezza.

Nello stato del Pará, a Sud del bacino dell'Amazzonia, in cui si trova Nova Ipixuna, varie comunità rurali vivono sotto le pressioni dei gruppi di boscaioli, allevatori e produttori di carbone che sfruttano illegalmente la foresta. Coloro i quali ne ostacolano gl'interessi corrono gravi pericoli. Dal 198O ad oggi, in Brasile, più di 9OO persone sono state assassinate a causa di conflitti del genere. Pochissimi i casi giudicati dai tribunali. Nonostante le svariate promesse, le autorità brasiliane non hanno varato alcuna misura volta a proteggere efficacemente le comunità rurali e a contrastare gl'interessi delle lobby forestali.