Siria Esecuzioni imputabili a forze governative e all'opposizione

Il 25 luglio Amnesty International ha dichiarato che le notizie provenienti dalla Siria, relative a omicidi deliberati e illegali commessi dalle forze governative e dai gruppi dell’opposizione ...

Il 25 luglio Amnesty International ha dichiarato che le notizie provenienti dalla Siria, relative a omicidi deliberati e illegali commessi dalle forze governative e dai gruppi dell’opposizione armata, rendono imperativa la necessità che tutte le parti coinvolte nel conflitto rispettino il diritto internazionale umanitario.

All’inizio della settimana, in punti diversi di al-Mazzeh, alla periferia della capitale Damasco, sono stati ritrovati i corpi di 19 uomini e di un bambino. Secondo gli attivisti locali, sarebbero stati uccisi dalle forze governative che li sospettavano di aver aiutato i gruppi ribelli attivi nell’area. Alcuni dei corpi avevano le mani legate dietro la schiena e altri portavano i segni visibili delle torture subite prima di essere uccisi.

Sebbene non sia in grado di confermare direttamente questi resoconti, Amnesty International sottolinea che casi del genere sono stati riscontrati in altre zone della Siria.

“Amnesty International sta documentando da mesi uccisioni illegali commesse dalle forze statali e dalle milizie governative in Siria. La nostra missione nel nord del paese ha verificato che centinaia di persone, per lo più uomini e ragazzi, la maggior parte dei quali estranei ai combattimenti, sono state uccise in modo sommario dall’esercito e dagli shabiha, spesso al termine di prolungati bombardamenti di quartieri, città e villaggi sospettati di dare protezione ai ribelli e ai loro sostenitori” – ha dichiarato Ann Harrison, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

“Stiamo anche verificando le notizie di uccisioni di membri delle forze di sicurezza dopo la cattura e di altre uccisioni illegali commesse dai gruppi dell’opposizione armata” – ha proseguito Harrison.

Secondo una dichiarazione attribuita dalla France Presse al viceministro dell’Interno dell’Iraq, il 19 luglio soldati iracheni avrebbero assistito all’uccisione di 22 soldati siriani da parte dell’Esercito della Siria libera che aveva conquistato un posto di controllo al confine tra i due paesi.

Se confermate, queste uccisioni costituirebbero gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e crimini di guerra.

Sono centinaia i casi, compresi quelli documentati da Amnesty International, di soldati e miliziani governativi che hanno ucciso deliberatamente ribelli fatti prigionieri, presunti oppositori e altre persone. Più di recente, Amnesty International ha iniziato a ricevere un crescente numero di notizie riguardanti violazioni dello stesso genere commesse dai gruppi dell’opposizione armata.

Amnesty International ha visionato video in cui si vedono delle persone uccise sommariamente da membri dell’opposizione armata.

In un video caricato il 5 luglio e girato nella zona di Aleppo, un uomo identificato come Ahmed Fadhel Ahmed, dirigente dei servizi segreti dell’Aeronautica, siede nei pressi di una buca nel terreno prima di essere ucciso con diversi proiettili al busto e alla testa.

In un altro video girato il 15 giugno, un uomo di nome Abu Wa’el Rashid viene lanciato dal secondo o terzo piano di un appartamento di Nabek, nel governatorato di Damasco. La voce fuori campo dice che “questo è il destino per tutti i traditori, di quelli che collaborano con la sicurezza e con gli shabiha”. La voce fuori campo attribuisce l’uccisione al battaglione al-Nur, che Amnesty International ritiene sia un gruppo armato salafita che opera al di fuori dell’Esercito della Siria libera.

Le informazioni ricevute da Amnesty International, tra cui notizie di stampa, immagini e testimonianze orali, indicano che decine di persone sospettate di lavorare per, o collaborare con le forze di sicurezza siriane e le milizie governative, potrebbero essere state uccise dopo la cattura dai gruppi dell’opposizione armata.

L’articolo 3 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra, che si applica a tutte le parti coinvolte in un conflitto armato non internazionale come quello attualmente in corso in Siria, vieta “uccisioni di ogni genere” e “l’emissione e l’esecuzione di condanne a morte senza che vi sia una sentenza pronunciata da un tribunale regolarmente costituito”.

“Nei conflitti armati tutte le parti coinvolte, compresi i gruppi dell’opposizione armata, sono legalmente vincolati al rispetto delle norme del diritto internazionale umanitario. Chi le viola in modo grave si rende responsabile di crimini di guerra e deve sapere che potrà essere chiamato a risponderne in futuro”  - ha concluso Ann Harrison.