Genitori di persone scomparse richiedono l'apertura di un'inchiesta, Colombo, gennaio 2O12 | © Vikal-pasl
Genitori di persone scomparse richiedono l'apertura di un'inchiesta, Colombo, gennaio 2O12 | © Vikal-pasl

Sri Lanka Pioggia di critiche dal Consiglio ONU per i diritti umani

Il Consiglio dei diritti umani ha aspramente criticato lo Sri Lanka per atti appurati di tortura e omicidi extragiudiziali. Amnesty esige che siano condotte delle indagini indipendenti sui tali ...

Il Consiglio dei diritti umani ha aspramente criticato lo Sri Lanka per atti appurati di tortura e omicidi extragiudiziali. Amnesty esige che siano condotte delle indagini indipendenti sui tali cimini, commessi durante la guerra, nonché sulle nuove violazioni presunte dei diritti umani.

Il 1° di novembre 2O12, in occasione dell'Esame Periodico Universale dello Sri Lanka dinanzi al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, a Ginevra, la delegazione sri-lankese è stata oggetto di critiche severe. Vari Paesi hanno messo in luce l'assenza di progressi da parte dello Sri Lanka, chiamato a mettere fine alle violazioni dei diritti umani, in particolare a quelle costituite da atti di tortura e maltrattamenti.

Un nouvo rapporo d’Amnesty segnala le gravi violazioni dei diritti umani tuttora praticate dallo Sri Lanka, come le torture, che talora provocano la morte dei detenuti, le esecuzioni sommarie e le sparizioni forzate di carcerati.

Repressione e minacce in risposta alle critiche

«Da decenni, lo Sri Lanka fa promesse a vuoto in materia di rispetto dei diritti umani», ha affermato Yolanda Foster, specialista dello Sri Lanka ad Amnesty International. «Tre anni dopo la fine della guerra civile, il governo continua a zittire la dissidenza a forza di minacce e di molestie, e si guarda bene dal porre fine alle sparizioni forzate e alle esecuzioni extragiudiziali».

I difensori dei diritti umani nello Sri Lanka vivono in un clima di paura e lo Stato non fa nulla per proteggerli contro le minacce che incombono su di loro. All'indomani dell'adozione di una risoluzione del Consiglio per i diritti umani, nel marzo 2O12, che richiamava lo Sri Lanka affinché ponesse rimedio alle violazioni del diritto internazionale commesse durante la guerra civile, i rappresentanti del governo e i media ufficiali cingalesi si sono violentemente ritorti contro i difensori dei diritti umani. In tale occasione, il ministro per le Relazioni pubbliche li aveva qualificati come «traditori» e minacciati di violenze fisiche.

Detenzioni senza capi d'imputazione né giudizio


Le autorità continuano ad arrestare gl'indiziati e a porli in detenzione per diversi periodi senza capi formulare i capi d'imputazione né emettere alcun giudizio, e ciò in base alle legge per la prevenzione del terrorsimo (PTA). Il tutto nonostante le promesse, formulate in occasione del primo Esame Periodico Universale, di rendere tale norma e altre compatibili col diritto internazionale in materia di diritti umani. In tale lasso di tempo, centinaia di persone sospettate d'intrattenere legami con le Tigri tamil vengono assoggettate alla detenzione amministrativa.

Impunità per le forze di polizia


Lo Sri Lanka è caratterizzato da una cultura dell'impunità: il governo si è astenuto dall'indagare, perseguire e sanzionare gli autori delle violazioni. Due esempi flagranti di gravi pregiudizi ai diritti umani, cui non ha fatto seguito alcun procedimento, riguardano l'esecuzione extragiudiziale presunta di cinque studenti da parte della Forza d'intervento speciale dello Sri Lanka, nel gennaio del 2OO6 e, sempre nello stesso anno, l'omicidio di 17 addetti dell'Azione Contro la Fame (ACF), uno dei maggiori massacri di lavoratori di organizzazioni umanitarie mai perpetrati.

«Il fatto che giustizia non sia stata ancora fatta in questi due casi è scioccante e smentisce le promesse rinnovate dal governo da sei anni in qua, promesse di condurre inchieste degne di questo nome», ha argomentato Yolanda Foster.

Il Consiglio per i diritti umani deve adottare ufficialmente le conclusioni dell'Esame Periodico Universale in occasione della sessione di marzo 2O13. La comunità internazionale deve cogliere tale opportunità per esigere che il governo cingalese ottemperi ai propri impegni.

La comunicazione di 12 pagine sullo Sri Lanka (in inglese) presentata da Amnesty International all'Esame Periodico Universale delle Nazioni Unite (ottobre-novembre 2O12) è consultatible a questo link.