Stati Uniti Guantanamo: un decennio di violazioni dei diritti umani

Da dieci anni il carcere di Guantanamo simboleggia il non rispetto dei diritti umani nell’ambito della lotta al terrorismo. 171 uomini sono tuttora incarcerati nella base militare cubana: contro la ...

Da dieci anni il carcere di Guantanamo simboleggia il non rispetto dei diritti umani nell’ambito della lotta al terrorismo. 171 uomini sono tuttora incarcerati nella base militare cubana: contro la maggior parte di essi non è stata formulata un’accusa o emessa una sentenza. Tra questi uomini ci sono 12 prigionieri il cui trasferimento a Guantanamo risale al 2002.

Nel rapporto pubblicato in occasione di questo anniversario, Guantánamo: A Decade of Damage to Human Rights, Amnesty International mette in luce il trattamento illegale inflitto ai prigionieri di Guantanamo ed espone brevemente il perché questo centro di detenzione rappresenti ancora oggi un attacco ai diritti umani.

L’incapacità del governo americano di chiudere il centro di detenzione di Guantanamo è diventata il simbolo di dieci anni di non rispetto sistematico dei diritti umani. L’11 gennaio 2002 i primi prigionieri sono stati portati sulla base americana di Guantanamo, a Cuba. A dieci anni di distanza lo scandalo continua.

Nonostante la promessa del presidente americano Barack Obama di chiudere la base di Guantanamo entro il 22 gennaio 2010, 171 persone vi sono ancora detenute. Tra di esse figurano 12 persone che erano state trasferite a Guantamo dieci anni fa.

Secondo le autorità americane, a metà dicembre 2011, 171 uomini rimanevano incarcerati a Guantanamo. La maggior parte di questi uomini non è mai stata formalmente accusata o giudicata da un tribunale. In 10 anni, uno solo dei 779 detenuti incarcerati nella base è stato trasferito negli Stati Uniti per essere giudicato davanti a un tribunale federale di diritto comune. Altri sono comparsi di fronte a commissioni militari, nell’ambito di processi iniqui.

“Il governo statunitense ha calpestato i diritti umani sin dai primi trasferimenti di prigionieri. Nel momento in cui Guantanamo entra nel suo 11esimo anno di esistenza, questa situazione continua”, ha detto Patrick Walder, esperto della Sezione svizzera di Anmesty International sulla tortura.

Il governo di Barack Obama ha adottato l’impostazione di “guerra mondiale” messa a punto dall’amministrazione di George W. Bush. Nel gennaio 2010 l’amministrazione in carica ha affermato che una cinquantina di detenuti di Guantanamo non poteva essere né processati né liberati, ma dovevano rimanere in custodia militare per una durata indeterminata, senza accusa o processi, sulla base dell’interpretazione unilaterale che gli Stati Uniti fanno delle leggi della guerra.

L’amministrazione Obama attribuisce la responsabilità della sua incapacità di chiudere Guantanamo al Congresso che, è pur vero, non ha vegliato al rispetto da parte degli Stati Uniti dei principi internazionali relativi ai diritti umani in questo contesto.

“Stando al diritto internazionale, il diritto nazionale e la politica non possono essere usati per giustificare il non rispetto degli obblighi sanciti dai trattati. Una parte del governo non può scaricare così su altre rappresentanze dello stesso la responsabilità delle mancanze del proprio paese in materia di diritti umani. Il diritto internazionale esige che si trovino delle soluzioni, non delle scuse”, ha concluso Patrick Walder.