Giustizia internazionale Crimini di guerra: la Svizzera ora può perseguirli

Comunicato della Coalizione svizzera per la Corte penale internazionale (CSCPI): Vittoria importante nella lotta contro l'impunità dei grandi criminali. La Confederazione ha finalmente deciso di ...

Comunicato della Coalizione svizzera per la Corte penale internazionale (CSCPI):

Vittoria importante nella lotta contro l'impunità dei grandi criminali.

La Confederazione ha finalmente deciso di dotare le proprie autorità penali degli strumenti necessari per perseguire i criminali di guerra, i criminali contro l'umanità e gli autori di genocidi presenti sul proprio territorio. La campagna della Coalizione svizzera per la Corte penale internazionale (CSCPI) ha quindi dato i suoi frutti. D'ora in poi, il Ministero pubblico della confederazione dispone di un centro di competenze che si avvale di vari collaboratori in pianta stabile, che potrà perseguire più efficacemente i criminali internazionali.

I criminali di guerra dovranno essere più cauti prima di entrare in territorio svizzero. In effetti, lo Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra si è finalmente dato gli sturmenti pratici per perseguirli.

Ci sono voluti meno di due anni, a seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni che trapsongono le norme dello Statuto della Corte penale internazionale nell'ordinamento svizzero, affinché l'unità specializzata in seno al Ministero pubblico della confederazione fosse istituita. Questa comprende una direttrice e quattro collaboratori in pianta stabile, per un totale di quattro posti a tempo pieno. A seconda del volume dei casi da trattare, tale composizione potrà ancora evolvere.

Fino a poco tempo fa, i procuratori operanti su tali fascicoli non potevano far altro che trattare tali questioni a margine del loro lavoro abituale. La CSCPI saluta tali progressi significativi e guarda già al futuro. La campagna condotta dalla CSCPI per la creazione di un'Unità per i crimini di guerra (War Crimes Unit) è stata coronata da successo. Le rivendicazioni delle ONG, riprese da taluni parlamentari e sostenute da 1O'OOO firmatari nel marzo 2O12, sono state ascoltate. In occasione dell'undicesimo anniversario della ratificazione dello Statuto di Roma da parte della Svizzera (12 ottobre 2OO1), la Coalizione appprezza tali sviluppi.

«In tale occasione, le autorità svizzere meritano i compimenti» si rallegra Richard Greiner, coordinatore della CSCPI, che coglie l'occasione per incitare «il Ministero pubblico della confederazione a svolgere un ruolo attivo nel ricercare e perseguire gli autori dei cimini più gravi che si trovassero in Svizzera». Le attività del Centro di competenza per i crimini contro l'umanità e i crimini di gurra dovranno avere un seguito. Acluni membri della CSCPI hanno già gli occhi puntanti su potenziali sospettati provenienti da regioni in conflitto di varie aree del mondo.

La Svizzera dovrà perseguire gli ex alti dignitari deposti dalle rivoluzioni arabe, i signori delle guerre che hano fatto ricorso a bambini-soldato o, ancora, gli ex capi dell'esercito siriano responsabili di atrocità, quando si troveranno sul territorio elvetico.

Tali casi non sarebbero i primi. In passato, la Svizzera ha già condannato una persona implicata nel genocidio in Rwanda. L’autunno scorso, un generale algerino, ex ministro della difesa, è stato arrestato a Ginevra ed è sottoposto a inchiesta per crimini di guerra. Taluni membri della Coalizione hanno denunciato altri casi e le inchieste sono attualmente in corso. La società civile attende ora dalle diverse autorità che assumano il ruolo che compete loro e cerchino attivamente le persone sospettate d'aver perso parte a genocidi o commesso crimini contro l'umanità.