Trattato sul commercio di armi Le trattative politiche all'ONU mettono in pericolo milioni di vite

I dirigenti che in questo momento cercano di opporre un veto al Trattato sul commercio delle armi (ATT) devono smettere di giocare con milioni di vite innocenti. Alcuni dettagli riguardanti i ...

 

I dirigenti che in questo momento cercano di opporre un veto al Trattato sul commercio delle armi (ATT) devono smettere di giocare con milioni di vite innocenti.

Alcuni dettagli riguardanti i negoziati finali relative al Trattato, che avranno luogo nel luglio 2012, sono stati finalizzati nel corso di una settimana di lavori alle Nazioni Unite.

Numerosi governi, tra i quali quello dell’Egitto, dell’Iran, del Pakistan e della Siria tentano di bloccare il raggiungimento di un accordo mentre altri vogliono edulcorare le garanzie in materia di protezione dei diritti umani che figurano nel trattato.

“Non possiamo permettere ad alcuni governi di prendere l’umanità in ostaggio quando si trattadi un tema cruciale come l’ATT”, ha affermato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. “questo è ancor più scioccante se si pensa che alcuni dei governi in questione non esitano a rivolgere le armi contro il proprio popolo.”

L’ATT è un occasione storica per salvare delle vite

“Queste discussioni rappresentano un’occasione storica per raggiungere un accordo internazionale che permetta di impedire che le armi siano inviate laddove esiste un rischio elevato che esse siano impiegate contro dei civili. Questo accordo potrebbe salvare delle vite e proteggere i diritti umani.”

Gravi violazioni dei diritti umani sono state perpetrate nel mondo intero grazie a armi di vario genere. È così che milioni di persone, in paesi diversi tra di loro come il Messico, il Pakistan, la Repubblica democratica del Congo, il Sudan e la Siria sono state uccise, ferite, violentate e costrette ad abbandonare le proprie case.

Amnesty International chiede l’adozione di un trattato che permetterà di sospendere il trasferimento internazionale di armi quando sussiste un elevato rischio che le armi in questione siano impiegate per commettere gravi violazioni dei diritti umani. Ma questo risultato potenziale è minacciato poiché numerosi governi minacciano, in previsione dei negoziati del luglio 2012, di mettere in atto delle regole che limiterebbero la portata del trattato.

Alcuni Stati respingono le forti garanzie per i diritti umani incluse nel trattato

Numerosi Stati, tra i quali la Cina, gli Stati Uniti e la Russia, si oppongono all’inclusione di forti garanzie in materia di diritti umani. Gli Stati che sono generalmente in favore di misure simili, come il regno Unite, non hanno ancora dato la garanzia che reclameranno la loro inclusione nel trattato internazionale.

“Nel corso degli anni alcuni governi hanno opposto una caparbia resistenza all’idea di un ATT forte, ma non sono potuti rimanere indifferenti alla voce di milioni di persone ovunque nel mondo”, ha dichiarato Salil Shetty.  “Come abbiamo potuto constatare nel corso degli ultimi anni, le persone sono pronte a rivendicare i propri diritti e a affrontare coloro che intendono utilizzare le armi per sottometterle. Dobbiamo far sì che queste voci siano ascoltate a New York, nel mese di luglio 2012.”

Grandi potenze hanno fornito armi a dei governi repressivi

Amnesty International ha rivelato di recente che gli Stati Uniti, la Russia e diversi paesi europei hanno fornito grandi quantità di armi a dei governi repressivi in Medio Oriente e Nord Africa prima delle rivolte di quest’anno. Questo pur sapendo che esisteva un rischio reale che queste armi venissero impiegate per commettere gravi violazioni dei diritti umani. L’organizzazione per la difesa dei diritti umani ha spiegato come le armi russe e cinesi fornite al Sudan alimentino la violenza e gli spostamenti di massa che continuano a tormentare il Darfur.

Da oltre dieci anni Amnesty International è in prima linea nella campagna in favore di un trattato sul commercio d’armi. Una delegazione dell’organizzazione si trovava a New York per mettere pressione sui rappresentanti dei governi attirando la loro attenzione sulla necessità di proteggere i diritti umani nell’ambito di questo accordo.

Amnesty International è una delle organizzazioni della società civile che hanno promosso la campagna internazionale Control Arms nel 2003. Tre anni più tardi alle Nazioni Unite 153 governi si sono pronunciati a favore dell’elaborazione di un trattato mondiale sul commercio di armi. I negoziati previsti a luglio costituiranno lo stadio finale di una campagna durata un decennio.