Tunisia Al bivio dei diritti umani

Nel suo nuovo rapporto One step forward, two steps back ? (Un passo avanti, due indietro?), Amnesty International si dice preoccupata per la situazione dei diritti umani in Tunisia . «La Tunisia è ...

Nel suo nuovo rapporto One step forward, two steps back? (Un passo avanti, due indietro?), Amnesty International si dice preoccupata per la situazione dei diritti umani in Tunisia. «La Tunisia è stata la culla delle rivoluzioni in Africa settentrionale e in Medio Oriente. Da lì, la volontà riformatrice si è estesa a tutta la regione», ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, direttrice aggiunta del programma per il Medio Oriente e l’Africa settentrionale di Amnesty International. «Riconosciamo gli sforzi profusi dalle autorità tunisine, in particolar modo per valutare criticamente il passato. Ma tali sforzi non sono sufficienti, soprattutto per quanto concerne le riforme necessarie in materia di diritti umani».

Nei primi mesi dalla caduta dell’ex dittatore, Ben Ali, riforme significative sono state intraprese: dalla ratifica d’importanti trattati in materia di diritti umani alla liberazione di numerosi prigionieri politici e d’opinione, dalle leggi sulla libertà di stampa all’abrogazione dei limiti alla creazione di gruppi d’interesse. Non di meno, il governo non ha sostenuto tali riforme in maniera incisiva. Amnesty International ha invece costatato una preoccupante tendenza contraria: la libertà d’espressione di giornalisti, artisti e voci critiche del governo, degli scrittori e dei blogger, è stata limitata con ragioni pretestuose inerenti alla sicurezza pubblica e alla morale.

In vigore dal gennaio 2O11, lo stato d’emergenza è stato rinnovato più volte e rimarrà in vigore fino a fine mese. I manifestanti che esprimono il loro malcontento rispetto alla lentezza delle riforme subiscono violenze inutili e brutali. Nell’anno trascorso, Amnesty International ha ricevuto vari resoconti a proposito di atti di tortura e maltrattamenti perpetrati in Tunisia. «La Tunisia è a un bivio: il governo deve cogliere l’occasione storica per sottoporre a vaglio critico il passato e attuare i principi dello Stato di diritto», ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui.

Il rapporto One step forward, two steps back? si fonda sull’osservazione permanente dell’evoluzione della situazione in Tunisia e su recenti ricerche condotte sul posto da Amnesty International.

A un anno dalle prime elezioni democratiche, Amnesty International ha ragione di dubitare della volontà delle autorità tunisine di attuare le riforme. Anzi, in materia di diritti umani, l’organizzazione constata un regresso.

Nel suo nuovo rapporto One step forward, two steps back? (Un passo avanti, due indietro?), Amnesty International si dice preoccupata per la situazione dei diritti umani in Tunisia. «La Tunisia è stata la culla delle rivoluzioni in Africa settentrionale e in Medio Oriente. Da lì, la volontà riformatrice si è estesa a tutta la regione», ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, direttrice aggiunta del programma per il Medio Oriente e l’Africa settentrionale di Amnesty International. «Riconosciamo gli sforzi profusi dalle autorità tunisine, in particolar modo per valutare criticamente il passato. Ma tali sforzi non sono sufficienti, soprattutto per quanto concerne le riforme necessarie in materia di diritti umani».

Nei primi mesi dalla caduta dell’ex dittatore, Ben Ali, riforme significative sono state intraprese: dalla ratifica d’importanti trattati in materia di diritti umani alla liberazione di numerosi prigionieri politici e d’opinione, dalle leggi sulla libertà di stampa all’abrogazione dei limiti alla creazione di gruppi d’interesse. Non di meno, il governo non ha sostenuto tali riforme in maniera incisiva. Amnesty International ha invece costatato una preoccupante tendenza contraria: la libertà d’espressione di giornalisti, artisti e voci critiche del governo, degli scrittori e dei blogger, è stata limitata con ragioni pretestuose inerenti alla sicurezza pubblica e alla morale.

In vigore dal gennaio 2O11, lo stato d’emergenza è stato rinnovato più volte e rimarrà in vigore fino a fine mese. I manifestanti che esprimono il loro malcontento rispetto alla lentezza delle riforme subiscono violenze inutili e brutali. Nell’anno trascorso, Amnesty International ha ricevuto vari resoconti a proposito di atti di tortura e maltrattamenti perpetrati in Tunisia. «La Tunisia è a un bivio: il governo deve cogliere l’occasione storica per sottoporre a vaglio critico il passato e attuare i principi dello Stato di diritto», ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui.

Il rapporto One step forward, two steps back? si fonda sull’osservazione permanente dell’evoluzione della situazione in Tunisia e su recenti ricerche condotte sul posto da Amnesty International.

A un anno dalle prime elezioni democratiche, Amnesty International ha ragione di dubitare della volontà delle autorità tunisine di attuare le riforme. Anzi, in materia di diritti umani, l’organizzazione constata un regresso.