Yemen Conseguenze catastrofiche del conflitto nel governatorato di Abyan per i diritti umani

Tra il 2010 e il 2011 il gruppo islamista legato ad Al Qaeda Ansar al Charia e le forze governative yemenite si sono affrontati per il controllo del governatorato di Abyan, nel sud del Paese. Le ...

Tra il 2010 e il 2011 il gruppo islamista legato ad Al Qaeda Ansar al Charia e le forze governative yemenite si sono affrontati per il controllo del governatorato di Abyan, nel sud del Paese. Le gravissime violazioni dei diritti umani commesse su vasta scala da entrambe le parti debbono essere oggetto d’inchieste imparziali, approfondite e indipendenti. E’ quanto conclude un rapporto pubblicato martedì 4 dicembre da Amnesty International.

Conflict in Yemen: Abyan’s Darkest Hour (Conflitto nello Yemen: l’ora più buia di Abyan) recensisce le violazioni delle norme del diritto bellico commesse durante il conflitto armato tra le forze governative e Ansar al Charia (i «Difensori della legge islamica»),  gruppo armato islamista affiliato ad Al Qaeda nella penisola araba.

Il rapporto dà conto delle terribili esazioni commesse nel governatorato e in altre regioni meridionali dello Yemen tra il febbraio 2O11 e il giugno 2O12. Si tratta di esecuzioni sommarie, crocifissioni, amputazioni e flagellazioni in pubblico.

«Mentre Ansar al Charia e le forze governative si affrontavano per il controllo della regione, nel 2O11 e durante i primi sei mesi del 2O12, il governatorato d’Anyan è stato teatro di una vera e propria catastrofe in termini di diritti umani» ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

«Le autorità yemenite debbono far sì che la commissione d’inchiesta annunciata lo scorso mese di settembre indaghi sulle terribili violenze segnalate. Se i responsabili non saranno giudicati e le vittime non riceveranno riparazione, la tragedia di Abyan costituirà una pesante eredità per decenni».

Ansar al Charia ha rapidamente perso il controllo della cittadina di Jaar, nel governatorato d’Anyan, all’inizio del 2O11, un periodo in cui le autorità yemenite reprimevano brutalmente le manifestazioni teste a far abbandonare il potere al presidente Ali Andullah Saleh. Avuta la meglio sulle truppe governative e i rappresentanti dello Stato, il gruppo armato ha razziato le banche e requisito munizioni, armi pesanti e altri equipaggiamenti militari, che si trovavano in posti di polizia e caserme abbandonate. A metà del 2O11 controllava già la maggior parte delle città e dei paesi d’Abyan, fra cui la capitale del governatorato, Zinjibar.

Violazioni generalizzate dei diritti umani - Nel periodo in cui erano al potere in queste zone, i Difensori della legge islamica si sono resi responsabili di violazioni generalizzate e scioccanti dei diritti umani, in particolare per il tramite di «tribunali religiosi», che costituivano parte integrante della struttura di dominio istituita. Le sanzioni crudeli, inumane e degradanti – soprattutto esecuzioni sommarie, amputazioni e flagellazioni  – erano pronunziate di frequente contro presunti spioni, all’opera contro Ansar al Charia e contro persone che trasgredivano i suoi diktat culturali.

Secondo le informazioni che Amnesty International ha potuto confermare, Ansar al Charia ha condannato all’amputazione almeno una persona sospettata di furto. L’organizzazione per la difesa dei diritti umani  ha incontrato il ragazzo in questione, cui tra giugno e settembre 2O11, sulla piazza pubblica di Jaar, è stata amputata la mano sinistra. E’ stato arrestato da dei membri di un gruppo armato con alcuni amici. Tutti sono stati accusati di aver rubato dei cavi elettrici. Mentre i suoi amici sono stati poi rilasciati, il ragazzo, membro di una comunità marginalizzata, generalmente chiamata gli al akhdam (i «servitori»), ha raccontato che la mano gli è stata amputata dopo cinque giorni di torture, senza poter consultare un avvocato né vedere la propria famiglia. E’ stato giudicato senza poter assistere al proprio processo né essere informato della sentenza prima dell’esecuzione della pena.

Un codice religioso repressivo - Durante tale periodo, Ansar al Charia ha cercato di rinsaldare il proprio potere ricorrendo a minacce, intimidazioni e l’applicazione di un codice religioso e sociale eminentemente repressivo. I diritti delle donne e delle ragazze sono stati calpestati e codici d’abbigliamento molto rigorosi sono stati imposti. Il tutto è stato completato da una separazione stretta di uomini e donne, restrizioni sui luoghi di lavoro e nelle scuole.

Non appena il gruppo ha preso il controllo di Anyan e di altre regioni meridionali, l’esercito yemenita ha contrattaccato ricorrendo all’aviazione e all’artiglieria, com’è avvenuto il 12 maggio 2O12 con gran dispiegamento di mezzi. Alla fine di giugno 2O12, le forze governative avevano riuscito a espellere Ansar al Charia dal governatorato di  Abyan e dalle regioni circostanti.

I combattimenti e le violazioni dei diritti umani hanno spinto circa 25O’OOO persone ad abbandonare i governatorati dello Yemen meridionale e, in particolar modo, quello di Abyan.

Ansar al Charia ne ha approfittato per insediare la propria base negli abitati, in special modo a Jaar, mettendo in pericolo i civili. Molti di loro, fra cui dei bambini, sono stati uccisi, e molti altri feriti, nel corso delle incursioni aeree e dei tiri d’artiglieria e di mortaio delle forze governative.

L’esercito yemenita ha fatto ricorso ad armi concepite per i campi di battaglia, come l’artiglieria, contro zone abitate. Inoltre, nel corso di centinaia offensive, le truppe governative non avrebbero preso le precauzioni necessarie per risparmiare i civili. Se nel giugno 2O12 Ansar al Charia è stato cacciato dalle città e dai paesi che controllava, persiste pur sempre il pericolo che torni a imbracciare le armi.

Il rapporto - Si fonda sulle conclusioni di una missione condotta da nello Yemen da Amnesty International nei mesi di giugno e luglio 2O12. I delegati si sono intrattenuti con abitanti, militanti, giornalisti, vittime e famigliari di vittime originari del governatorato di Abyan, principalmente ad Aden e a Jaar, e si sono recati nelle zone colpite dal conflitto, in particolare a Jaar, Zinjibar e al Kawd.