Le violenze da parte della polizia sono una realtà quotidiana nelle favelas | © AI
Le violenze da parte della polizia sono una realtà quotidiana nelle favelas | © AI

Brasile Visita del Segretario generale

“Nonostante tutti i progressi fatti in Brasile a livello economico la violenza rimane endemica e la reazione alla quale assistiamo invece di permettere di combattere il problema sta di fatto ...

“Nonostante tutti i progressi fatti in Brasile a livello economico la violenza rimane endemica e la reazione alla quale assistiamo invece di permettere di combattere il problema sta di fatto aggravando la situazione” ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International al termine della sua visita ufficiale al paese.

La visita del segretario generale di Amnesty International ha permesso di attirare l’attenzione sulla questione della sicurezza nelle favelas di Rio, come pure sulle difficoltà vissute dai popoli nativi. È stata inoltre l’occasione per tracciare un bilancio dei progressi fatti in Brasile dal punto di vista dei diritti umani mentre il paese si prepara ad accogliere i Mondiali di calcio e i Giochi olimpici.

Nelle bidonvilles Salil Shetty ha incontrato dei residenti che gli hanno raccontato come si sentano prigionieri delle proprie case. ”Le persone che ho incontrato a Maré temono sia i delinquenti che li aggrediscono che la polizia teoricamente incaricata di proteggerle”, ha detto Shetty.

Amnesty International ha raccolto delle informazioni sulla violenza da parte della polizia, ormai sistematica, sulle perquisizioni illegali, sulle esecuzioni extragiudiziali e le sparizioni forzate che avvengono nelle favelas. Salil Shetty ha potuto esprimere la propria preoccupazione in un incontro con José Eduardo Cardoso, Ministro della giustizia, e con altri Ministri che ha esortato a mettere in atto al più presto un programma di riforme.

Amnesty International ritiene che sia essenziale che il protocollo per le operazioni di mantenimento dell’ordine sia profondamente rivisto. In primo luogo è necessaria la creazione di un sistema di sorveglianza della polizia che sia indipendente e autorizzato a svolgere indagini, così che le forze di polizia siano chiamate a rendere conto delle proprie azioni.

“L’insicurezza che si diffonde nelle favelas e l’esasperazione logorano coloro che ci abitano. Le persone della classe media che sono scese in strada negli ultimi due mesi – per molti era la prima volta – sono confrontate con il lato oscuro delle operazioni di mantenimento dell’ordine”, ha precisato Atila Roque, direttore della Sezione brasiliana di Amnesty International.

Incontro con i popoli nativi

La delegazione di Amnesty International ha inoltre visitato lo Stato del Mato Grosso do Sul e ha incontrato degli autoctoni del villaggio guarani-kaiowa di Jaguapiru. Il segretario generale ha esortato le autorità nazionali brasiliane a migliorare la protezione dei diritti dei popoli nativi.

“L’accumulo di ritardi nelle operazioni di delimitazione delle terre dei nativi portano alla violenza, agli sgomberi forzati e altre violazioni dei diritti umani,” ha deplorato Salil Shetty “È fondamentale che il governo respinga la falsa dicotomia che oppone sviluppo e diritti umani. Il Brasile è provvisto di un quadro giuridico e delle risorse finanziarie sufficienti per concretizzare i diritti dei popoli nativi.”

“Il governo deve essere fiero degli importanti successi registrati, in particolare nell’ambito della lotta contro la povertà e della disparità nei salari. Deve però affrontare delle questioni serie come la violenza e l’insicurezza. Le favelas e le comunità native non possono rimanere delle zone al di fuori della legge” ha sottolineato Salil Shetty.