All'indomani degli attentati di Parigi da tutto il mondo giungono messaggi di solidarietà con le vittime e le loro famiglie.© Pierre Suu/Getty Images
All'indomani degli attentati di Parigi da tutto il mondo giungono messaggi di solidarietà con le vittime e le loro famiglie. © Pierre Suu/Getty Images

Attentati di Parigi Dimostrare saggezza politica e non cedere al discorso anti-rifugiati

Berna / Lugano, 16 novembre 2015.
I leader mondiali devono dimostrare saggezza politica e non lasciare che una reazione istintiva «anti rifugiati» prenda il sopravvento all’indomani degli attentati che hanno colpito Parigi. Lo ha dichiarato Amnesty International domenica 15 novembre 2015.

«I tragici eventi di Parigi hanno commosso e scioccato il mondo intero, siamo con il cuore e con i pensieri accanto a tutte le persone toccate da questi attentati. La minaccia del terrorismo chiama sempre una risposta risoluta così da garantire la sicurezza nel rispetto dei diritti umani,» ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.

«È ora che i leader mondiale facciano prova di una vera direzione politica e rifiutino di piegarsi al discorso anti-rifugiati che già affiora da alcune parti. Non dimentichiamo che la gran parte di coloro che partono alla ricerca di sicurezza fuggono dalle violenze, dalla paura e dai conflitti spesso imputabili a questo stesso gruppo che si fa chiamare Stato Islamico, in Siria come in Iraq.»

«Oggi l’Europa deve rispondere a due sfide. La prima, la minaccia del terrorismo, è presente da lungo tempo. La seconda, più recente, è il numero crescente di rifugiati e richiedenti asilo che bussano alle sue porte. Queste sfide non sono della stessa natura, e solo la prima rappresenta una minaccia. I dirigenti europei devono avere la cura di fare questa distinzione e dire chiaramente che voltare le spalle alla crisi mondiale dei rifugiati non farà nulla per migliorare la sicurezza in Europa. Al contrario è necessario organizzare l’ammissione ordinata e umana di queste persone, in fuga dall’orrore.»