© SAID KHATIB/AFP/Getty Images
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Gaza Crimini di guerra commessi da Israele a Rafah

29 luglio 2015
Indagini all’avanguardia mettono in luce i crimini di guerra commessi da Israele a Rafah durante il «Venerdì nero»
  • Ricostruzione degli attacchi condotti da Israele contro Rafah tra il 1° e il 4 agosto 2014, 
  • Elementi solidi secondo i quali sono stati commessi crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanità devono essere approfonditi in tempi brevi,
  • Le forze israeliane hanno ucciso almeno 135 civili palestinesi, tra i quali 75 bambini, in seguito alla cattura di un soldato israeliano,
  • Centinaia di video, foto e immagini satellite analizzate da esperti e ri-montati per inserire il racconto dei testimoni,
  • Tecnologie avanzate per analizzare le prove, in particolare le ombre e i nuvoloni di fumo in numerosi video per determinare il luogo e l’ora dell’attacco.

Nuovi elementi, resi noti nel rapporto congiunto pubblicato da Amnesty International e Forensic Architecture il 29 luglio 2015 e intitolato ‘Black Friday’: Carnage in Rafah during 2014 Israel/Gaza conflict, mettono in evidenza il carattere sistematico e deliberato dell’attacco terrestre e via aria da parte delle forze israeliane contro Rafah nell’agosto 2014. Secondo l’analisi di documenti multimediali potrebbero essere stati commessi crimini di guerra.

«Elementi solidi indicano che le forze israeliane hanno commesso crimini di guerra nell’ambito dell’intenso bombardamento delle zone residenziali di Rafah, con lo scopo di impedire la cattura del tenente Hadar Goldin. Si tratta di atti che dimostrano un estremo disprezzo per la vita dei civili. Sono stati lanciati una serie di attacchi sproporzionati e indiscriminati sui quali non è stata condotta alcuna indagine indipendente,» ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Nord Africa di Amnesty International.

«Questo rapporto presenta una urgente richiesta di giustizia di cui va tenuto conto. L’analisi combinata di centinaia di foto e video, come pure di immagini satellitari e di testimonianze dirette, dimostra che le forze israeliane hanno commesso gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Atti che devono essere indagati.»  

Attacchi contro strutture sanitarie

L’analisi di immagini video e satellite con tecnologie di punta impegate da Forensic Architecture ha permesso di evidenziare come ospedali e ambulaze siano stati presi di mira più volte durante l’offensiva contro Rafah, in violazione del diritto internazionale.

«Attaccando ambulanze e ospedali, l’esercito israeliano ha dimostrato un enorme disprezzo per le leggi della guerra. Attaccare deliberatamente delle installazioni sanitarie e dei professionisti della salute costituisce un crimine di guerra.» ha dichiarato Philip Luther.

Mettere fine all'impunità

Queste indagini approfondite sui fatti di Rafah hanno permesso di raccogliere prove molto convincenti che dimostrano come nel corso del conflitto sono state commesse gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, tra le quali crimini di guerra. Violazioni commesse da entrambe le parti in conflitto e già denunciate da Amnesty International in rapporti precedenti.

Un anno dopo il conflitto le autorità israeliane non hanno condotto un’indagine credibile, indipendente e imparziale sulle violazioni del diritto internazionale umanitario. In seguito alle timide indagini condotte dall’esercito su alcune operazioni a Rafah nessuno è stato condannato.

«Le conclusioni di questo rapporto si aggiungono alla lunga lista di documenti credibili che puntano il dito contro le gravi violazioni commesse durante il conflitto a Gaza, che necessitano di un’indagine indipendente, imparziale ed efficace,» ha dichiarato Philip Luther «Le vittime e le loro famiglie hanno diritto alla giustizia e al giusto indennizzo. Le persone sospettate di aver ordinato o commesso crimini di guerra devono essere indagate.»