© Norbert Aepli
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Iniziativa popolare "Per l'espulsione degli stranieri che commettono reati" Argomenti contro l’iniziativa per l’attuazione

25 gennaio 2016
L’iniziativa per l’attuazione rappresenta un attacco allo Stato di diritto e ai diritti umani delle straniere e degli stranieri. Amnesty International raccomanda quindi di respingerla. Ecco gli argomenti principali contro l’iniziativa.

Il popolo e i Cantoni si esprimeranno il 28 febbraio 2016 sull’iniziativa per l’attuazione. Secondo Amnesty International questa deve assolutamente essere combattuta con tutti i mezzi.

L’iniziativa attacca i pilastri dello Stato di diritto:
  • L’iniziativa mette in discussione la separazione dei poteri, in particolare sostituendo il potere giudiziario con il legislativo (il giudice perde ogni possibilità di interpretazione e di apprezzamento). Inoltre bypassa il lavoro del legislatore.
  • L’iniziativa attacca il diritto di ogni individuo tradotto in giustizia di vedere il proprio caso analizzato in quanto tale, per le sue caratteristiche proprie (la fattispecie).
  • Non è compatibile con la parità di trattamento (Tutti gli esseri umani sono uguali davanti alla legge) poiché nella stessa situazione uno svizzero e uno straniero sono trattati in modo diverso, anche per delle “bagatelle”.
L’iniziativa ha come obiettivo far uscire la Svizzera dal sistema di protezione internazionale dei diritti umani.

L’obiettivo finale dell’iniziativa è denunciare la CEDU e ottenere l’uscita dal Consiglio d’Europa. Due passi che farebbero perdere alla Svizzera ogni credibilità e darebbero un esempio catastrofico alla comunità internazionale.

L’iniziativa non è applicabile

Le espulsioni di cittadini stranieri che non possono venir eseguite oggi, in particolare i rinvii verso Stati con i quali la Svizzera non ha firmato un accordo di riammissione, non potranno essere effettuati nonostante l’iniziativa. Gli spacciatori magrebini o provenienti dall’Africa occidentale non spariranno dalle nostre strade.

L’iniziativa non migliora la sicurezza

Al contrario, creerà ancor più sans-papiers: il numero di persone in situazione precaria e costrette a vivere con l’aiuto urgente aumenterà e questo avrà come probabile conseguenza un aumento della microcriminalità.

L’iniziativa va ben oltre la semplice attuazione dell’iniziativa accettata dal popolo nel 2010
  • non riguarda unicamente i criminali ma tocca tutta la popolazione straniera residente in Svizzera, ovvero il 25% della popolazione.
  • ampia il catalogo dei reati che figurano nell’iniziativa sul rinvio e che sfociano nell’espulsione automatica.
  • ha aggiunto nuovi delitti e allungato la durata dell’espulsione.
L’iniziativa dà priorità alla volontà popolare rispetto al ritto internazionale
  • Il popolo non ha sempre ragione, è tenuto a rispettare il diritto internazionale esattamente come qualsiasi altra istituzione statale. Dire che può fare come vuole equivale a dire che i giudici non sono obbligati ad applicare la legge.
  • Sarebbe veramente un atto di democrazia decidere, ad esempio, di non più accordare il diritto di voto ai ticinesi?
L’iniziativa viola il principio della proporzionalità
  • le “bagatelle” verrebbero sanzionate come i crimini gravi
  • l’automaticità del rinvio impedisce di prendere in considerazione le circostanze attenuanti o i casi di rigore.