Murales contro le violenze sulle donne © Departamento de Comunicación Social del Municipio de Veracruz, Mexico
Murales contro le violenze sulle donne © Departamento de Comunicación Social del Municipio de Veracruz, Mexico

8 marzo con Amnesty International Fatti e/o parole: il percorso della parità uomo-donna in Svizzera

29 febbraio 2016
Storia e parole si intrecciano per ricordare l’8 marzo – Giornata internazionale della donna, facendo riflettere con una messa in scena dei momenti più significativi del movimento per i diritti delle donne in Svizzera, da una parte, e interrogarsi sull’importanza delle semplici parole nel processo di emancipazione delle donne nel nostro paese.

Con due iniziative Amnesty International vuole attirare l’attenzione della popolazione della Svizzera Italiana sulle diverse sfaccettature del movimento per i diritti delle donne. Diritto di partecipazione alla vita politica, diritto a un trattamento equo e a un pari salario, protezione del lavoro e della maternità, ma anche diritto al riconoscimento, pubblico e privato, della propria identità di genere attraverso le semplici parole.


Un primo momento di riflessione sarà segnato davanti al Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, alle 12.30, con il monologo (s)Oggetti Smarriti – La Svizzera in marcia verso la parità ideato e scritto per il gruppo DAISI – Donne Amnesty International della Svizzera Italiana da Silvia Villa. L’attrice Margherita Coldesina ripercorrerà la storia svizzera della lotta per i diritti delle donne, segnandone le tappe più significative, per portare il pubblico a riflettere su quanto acquisito, quanto rimane da ottenere e la fatica, il lavoro costante che ognuna di queste conquiste (e sconfitte) ha richiesto.


Il monologo sarà replicato a Lugano, alle 17.30 in Piazza Dante così da dare maggiore visibilità alla storia del movimento per i diritti delle donne in Svizzera, diventata secondaria in una giornata il cui significato profondo è oggi necessario ricordare.


La riflessione continuerà in serata, a Lugano, nell’ambito dell’appuntamento con Amnesty Apéro – A tu per tu con i diritti umani (ore 19.00, Spazio 1929, Via Ciseri 3), incentrato sulla domanda: “E se il direttore fosse in bikini?”. La giornalista Bettina Müller e il linguista Stefano Vassere - accompagnati da Stella Jegher, esperta di questioni di genere per Amnesty International Svizzera - rifletteranno con il pubblico sull’importanza della lingua quale strumento di riconoscimento dell’identità di genere. Si chiederanno se l’italiano sia una lingua irrimediabilmente sessista, e fino a che punto la questione del pari trattamento linguistico sia sentita nella Svizzera Italiana.