La Russia si chiama fuori dalla Corte penale internazionale

17 novembre 2016
"La Corte penale internazionale non è un organo giudiziario autorevole e autenticamente indipen-dente" e non ha rispettato le sue promesse. Con questa dichiarazione del ministero degli Esteri di Mosca, il 16 novembre 2016 la Russia ha reso noto che non diventerà stato parte dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, firmato nel 2000 ma mai ratificato.

"Questo è un duro colpo alla giustizia internazionale. La decisione è stata presa poche ore dopo che la procuratrice della Corte aveva affermato che la situazione della Crimea e di Sebastopoli poteva essere considerata teatro di un conflitto internazionale tra Russia e Ucraina" - ha dichiarato Sergei Nikitin, direttore di Amnesty International Russia. 

"La Russia non ha mai mostrato di avere una reale intenzione di ratificare lo Statuto di Roma. L'annuncio di oggi non pare altro che un atto di disprezzo verso gli obiettivi della Corte: porre fine all'impunità per i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e il genocidio. Un affronto verso le vittime di questi crimini atroci" - ha sottolineato Nikitin.

Amnesty International ha condannato più volte i ripetuti tentativi della Russia di bloccare, come membro permanente del Consiglio di sicurezza, il deferimento della situazione siriana alla procura della Corte penale internazionale. L'organizzazione per i diritti umani ha anche denunciato possibili crimini di guerra commessi dalle forze russe in Siria.

"Poiché la Russia non ha mai ratificato lo Statuto di Roma, in pratica non cambierà nulla. Ma la decisione del 16 novembre è un allarmante segnale dell'indisponibilità della Russia a collaborare con la giustizia internazionale" - ha aggiunto Nikitin. 

Le affermazioni della Russia sul "fallimento della Corte penale internazionale nel soddisfare le speranze della comunità internazionale" sono, secondo Amnesty International, un completo esercizio di cinismo, dato che è stata proprio la minaccia di veto da parte russa nel Consiglio di sicurezza a impedire l'attivazione della procura della Corte, anche nel caso della Siria. 

"La Corte penale internazionale è tutto meno che perfetta ma la dichiarazione di Mosca pare un malcelato tentativo della Russia di sottrarsi alla responsabilità per alcuni dei suoi fallimenti" - ha concluso Nikitin.