Campagna Tutto è ben protetto tranne i rifugati

Amnesty International Svizzera esorta il Consiglio Federale a mantenere le proprie promesse e accogliere al più presto 1500 profughi particolarmente vulnerabili siriani. In una petizione l’organizzazione chiede inoltre di sgravare Italia e Grecia, prendendo a carico richiedenti asilo già registrati un questi due paesi. In alcune stazioni ferroviarie svizzere decine di attivisti di Amnesty hanno attirato l’attenzione sul destino delle persone in fuga.

Con il titolo “Tutto è protetto. Tranne i rifugiati”, la nuova campagna nazionale dell’organizzazione per la difesa dei diritti umani è stata lanciata lunedì 19 settembre. Nelle principali stazioni ferroviarie del paese attivisti di Amnesty ricoperti con delle coperte di sopravvivenza hanno ricordato ai pendolari il destino di coloro che devono abbandonare tutto e fuggire dal proprio paese per sperare di salvarsi la vita.

Troppo pochi posti per le persone vulnerabili

65 milioni di persone nel mondo: dalla Seconda Guerra Mondiale non si registra un numero così elevato di persone in fuga. Fuggono da guerra, persecuzioni e violenza. I paesi ricchi e la comunità internazionale non riescono a condividere in modo equo tra di loro la responsabilità per la presa a carico e la protezione di questi profughi.

Secondo le stime dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) nel 2017 sarà necessario ricollocare con urgenza oltre 1,19 milioni di rifugiati particolarmente vulnerabili (bambini, vittime di gravi violenze, donne incinte e famiglie con bambini piccoli, malati e persone anziane). Ad oggi però solo 30 paesi mettono a disposizione ogni anno circa 100'000 posti per la ricollocazione (UNHCR Projected Global Resettlement Needs 2017, giugno 2016).

Rinvii e esternalizzazione delle responsabilità

Molte persone rischiano tutto intraprendendo viaggi pericolosi pur di raggiungere un paese sicuro. Invece di offrire protezione ai rifugiati, l’Europa si concentra sul rinvio e sull’esternalizzazione delle sue responsabilità al di là delle sue frontiere.

Di conseguenza migliaia di rifugiati si trovano bloccati in Grecia e Italia poiché le frontiere degli altri paesi europei per loro sono chiuse. La maggior parte di loro vivono in condizioni indegne a causa della mancanza di alloggi, cure mediche e infrastrutture sanitarie. Vivono nell’incertezza totale riguardo il loto futuro e rimangono in attesa mesi prima di avere un appuntamento con le autorità. Gli Stati devono cooperare di più per condividere in modo più equo la responsabilità della protezione dei rifugiati. La Svizzera deve dal canto suo contribuire maggiormente rispetto a quanto fatto ad oggi.

Potenziare l’accoglienza

Nel 2015, il Consiglio federale aveva deciso di accogliere 1500 rifugiati particolarmente vulnerabili provenienti dalla Siria in tre anni. Aveva pure deciso di sgravare Italia e Grecia accogliendo 1500 richiedenti asilo. Solo 72 persone sono state accolte nell’ambito del programma di ricollocazione in provenienza dall’Italia e nessuno è stato accolto in provenienza dalla Grecia (cifre della Commissione euopea, 15 settembre 2016). Sono solo 751 i rifugiati particolarmente vulnerabili arrivati direttamente dalla zona del conflitto siriano per decisione del Consiglio federale (cifre del DFGP, Rapporto sull’impegno della Svizzera nella crisi siriana, 16 settembre 2016).

La Svizzera quindi può fare di più.

Chiediamo quindi al Consiglio Federale di
  • accogliere al più presto 1500 rifugiati siriani particolarmente vulnerabili,
  • sgravare il più rapidamente possibile Italia e Grecia accogliendo come promesso 1500 richiedenti asilo registrati in questi due paesi,
  • dimostrare solidarietà accogliendo un maggior numero di rifugiati e richiedenti asilo.

La petizione di Amnesty in Svizzera fa parte della campagna mondiale “I Welcome” di Amnesty International che sarà lanciata in occasione del vertice di alto livello delle Nazioni Unite per rifugiati e migranti e della Conferenza sui rifugiati del presidente Barack Obama.

Per saperne di più in francese o tedesco.