Amnesty International pubblica le proprie politiche in materia di protezione dei diritti dei sex worker

Comunicato stampa, 24 giugno 2016, Lugano – Contatto media
Il 24 giugno Amnesty International ha pubblicato le proprie linee guida in materia di protezione delle e dei sex worker dalle violazioni dei loro diritti umani e dai maltrattamenti. L’organizzazione pubblica inoltre quattro ricerche sul tema dedicate alla situazione in Papua Nuova Guinea, a Hong Kong, in Norvegia e in Argentina.

«I sex worker sono più esposti a violazioni dei diritti umani, in particolare allo stupro, la violenza, l’estorsione e le discriminazioni. Troppo spesso la legge o altre vie che permettono di sollecitare riparazioni offrono solo una protezione minima, sempre che ne offrano,» ha dichiarato Tawanda Mutasah, responsabile del programma Diritto e linee guida di Amnesty International.

«Le nostre linee guida mostrano ai governi quali sono gli sforzi che devono intraprendere per meglio proteggere i sex worker da violazioni e maltrattamenti. Le nostre ricerche raccolgono le loro testimonianze e illustrano i problemi ai quali queste persone sono confrontate quotidianamente.»

Linee guida

Le linee guida di Amnesty International sono il risultato di ampie consultazioni avvenute nel mondo intero, di uno studio che ha paragonato minuziosamente elementi probatori significativi e i gli standard internazionali in materia di diritti umani oltre a ricerche svolte dall’organizzazione nel corso di due anni.

L’adozione e pubblicazione formale delle politiche fa seguito alla decisione democratica presa dal movimento globale di Amnesty International nell’agosto 2015, disponibile qui

Il documento pubblicato oggi lancia vari appelli rivolti ai governi, incluso quello a garantire la protezione dalla violenza, lo sfruttamento e la coercizione; la partecipazione dei sex worker all’elaborazione delle leggi che hanno un impatto sulla loro vita e la loro sicurezza; la fine della discriminazione; e l’accesso all’educazione e possibilità di impiego per tutti loro.

Il testo raccomanda la depenalizzazione del sex work consensuale, incluso l’abrogazione delle leggi che proibiscono le attività connesse quali l’acquisto di servizi sessuali, l’adescamento o l’organizzazione generale del lavoro del sesso. Questo sulla base di fatti che illustrano come le  leggi in questione offrano l’impunità alle persone che maltrattano le/i sex worker, spesso troppo spaventati da una possibile sanzione per denunciare un’infrazione alla polizia. Le leggi in materia di sex work dovrebbero concentrarsi sulla protezione delle persone dallo sfruttamento e dagli abusi piuttosto che tentare di proibire il lavoro del sesso e penalizzare le/i sex worker.

Le linee guida rafforzano la posizione di Amnesty International secondo la quale il lavoro forzato, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la tratta di esseri umani sono ripugnanti violazioni dei diritti umani che richiedono un’azione concertata e i quali, secondo il diritto internazionale, devono essere criminalizzati in ogni paese.

«Vogliamo che le leggi vengano ri-orientate per rendere più sicure le vite dei sex worker, e migliorino il rapporto che hanno con la polizia oltre ad affrontare il problema dello sfruttamento. Vogliamo che i governi facciano in modo che nessuno sia costretto a vendere sesso e che chiunque desideri smettere un’attività di prostituzione abbia la possibilità di farlo.»

Ricerche

Ricerche approfondite, inclusi quattro rapporti regionali specifici pubblicati in parallelo alle linee guida, mostrano che le/i sex worker sono spesso soggetto di tremendi abusi. Questo è in parte dovuto alla criminalizzazione, che li mette ulteriormente in pericolo e li marginalizza, impedendo loro di cercare una protezione dalla violenza e i servizi legali e sociali di cui hanno bisogno.

«I sex worker ci hanno raccontato come la criminalizzazione permetta alla polizia di minacciarli e di non dare priorità alle loro denunce e alla loro sicurezza», ha dichiarato Tawanda Mutasah.

Invece di concentrarsi sulla protezione dei sex worker dalla violenza e dai crimini, in molti paese le forze dell’ordine concentrano i propri sforzi sul proibire il sex work attraverso la sorveglianza, le minacce e perquisizioni.

Le ricerche svolte da Amnesty International (vedi scheda allegata con i 4 approfondimenti regionali) illustrano come i sex worker spesso non ricevano protezione, o ne ricevono molto poca, da abusi e conseguenze legali, questo anche nei paesi in cui la vendita di prestazioni sessuali è legale.

«In troppi paesi nel mondo i sex worker non sono protetti dalla legge e soffrono di terribili abusi. Questa situazione non è mai giustificata. I governi devono agire per proteggere i diritti umani delle persone, sex worker inclusi. La depenalizzazione è solo uno dei molti passi necessari che i governi possono intraprendere per garantire la protezione da danni, sfruttamento e coercizione,» ha dichiarato Mutasah.

Richieste ai governi

Le linee guida di Amnesty International per la protezione delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso chiedono ai governi di :

  • garantire a tutte le persone l’accesso ai loro diritti economici, sociali e culturali, e a valide opzioni in termini di   educazione e opportunità professionali,
  • affrontare i pericolosi stereotipi di genere e tutte le forme di discriminazione e disuguaglianze culturali che possono portare alla marginalizzazione dei sex worker,
  • un ri-orientamento delle leggi in materia di sex work per allontanarsi da formule che criminalizzano tutti o quasi  gli aspetti dell’industria e andare verso leggi che assicurano la protezione dalla coercizione, incluso la tratta di  esseri umani, atti di sfruttamento e abuso e per prevenire il coinvolgimento di minori nella commercializzazione del sesso,
  • La rimozione di regolamenti penali e altre regolamentazioni del sex work consensuale tra adulti che rafforzano   la marginalizzazione, lo stigma e la discriminazione e che possono impedire l’accesso alla giustizia ai lavoratori del sesso in base alla legge in questione,
  • La partecipazione delle/dei sex worker allo sviluppo di leggi e politiche che toccano direttamente le loro vite e la loro sicurezza,
  • Elaborare programmi che permettano a coloro che lo desiderano di lasciare l’industria del sesso quando e se lo vogliono,
  • Garantire che le/i sex worker abbiano un giusto accesso alla giustizia, alle cure sanitarie e altri servizi pubblici oltre a una equa protezione da parte della legge.

Il processo di consultazione per l’elaborazione delle linee guida è stato basato su ricerche svolte da Amnesty International in passato e che mettono in evidenza le violazioni dei diritti umani subite dai lavoratori dell’industria del sesso (lista nel documento allegato).

Amnesty International si unisce a un ampio gruppo di organizzazioni che si mobilitano in favore della depenalizzazione del lavoro del sesso consensuale.