© OMAR HAJ KADOUR/AFP/Getty Images
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Siria Attacco al convoglio di aiuti è una violazione del diritto internazionale

20 settembre 2016
L'attacco di lunedì sera, 19 settembre, a un convoglio di aiuti delle Nazioni Unite e della Mezzaluna Rossa siriana, destinati a 78.000 persone ad Aleppo, è una flagrante violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario, ha dichiarato Amnesty International.

Testimoni in Siria hanno riferito all'organizzazione che il convoglio, insieme al magazzino della Mezzaluna Rossa siriana in cui erano stoccati gli aiuti, sono stati bombardati intensamente per due ore lunedì sera, aumentando il sospetto che le forze governative siriane abbiano deliberatamente preso di mira l'operazione di soccorso.

"Un prolungato attacco contro un convoglio umanitario e i suoi operatori, sufficientemente orribile in ogni circostanza, in questo caso avrà anche un impatto disastroso non solo per i civili disperati ai quali era destinata l'assistenza, ma per le operazioni umanitarie che salvano vite in tutta la Siria" ha dichiarato Philip Luther, direttore della ricerca e dell’advocacy per il Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International.

"Se il convoglio è stato - come sembra - deliberatamente attaccato, questo sarebbe un ulteriore crimine di guerra commesso dal governo siriano. Mostra come i civili in Siria stanno pagando con la loro vita cinque anni di totale impunità per i crimini di guerra sistematici e i crimini contro l'umanità. Fino a quando la comunità internazionale non si impegnerà seriamente nel portare i responsabili davanti alla giustizia, questi crimini spaventosi continueranno ogni giorno”.

Il capo delle operazioni umanitarie dell’Onu, Stephen O'Brien, aveva dichiarato in precedenza che il convoglio era in viaggio con tutti i permessi necessari e che a tutte le parti coinvolte nel conflitto era stato notificato il suo percorso. Dopo l’attacco, l'Onu ha annunciato una sospensione temporanea di tutti i convogli di aiuti in Siria. Almeno 20 civili sono stati uccisi durante l'attacco, secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa.

I testimoni intervistati da Amnesty International hanno riferito che una serie di aeromobili, compresi elicotteri e aerei da combattimento di fabbricazione russa, hanno preso parte al bombardamento, nel comune di Urum al-Kubra nella zona ovest del governatorato di Aleppo. Ventuno dei 31 camion del convoglio sono stati parzialmente o completamente distrutti.

"Le esplosioni si sono concentrate solo sulle vicinanze del centro della Mezzaluna Rossa, che è lontano da qualsiasi presenza militare. Non ho potuto avviare un’operazione di ricerca e soccorso fino a che il bombardamento non si è fermato ... è continuato per almeno due ore" un soccorritore a Urum al-Kubra ha raccontato ad Amnesty International.

Abu Haytham, un attivista, ha riferito di aver sentito un aereo da guerra nella zona, ma non avrebbe mai immaginato che l’edificio siriano della Mezzaluna Rossa sarebbe stato preso di mira. Quando è arrivato sul luogo dopo il bombardamento, molti camion erano in fiamme e l'edificio era stato distrutto.

"Ho visto corpi di uomini a terra" ha dichiarato. "Mi è stato detto che erano camionisti e volontari che avevano scaricato i camion. I camion avevano il logo dell'UNHCR. Gli aiuti includevano farmaci, cibo e altri generi disperatamente necessari".