© Amnesty International
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Turchia Risposta alle dichiarazioni di Erdogan sui risultati delle ricerche di Amnesty International

3 agosto 2016
Il 2 agosto 2016 il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha criticato i risultati delle ricerche di Amnesty International secondo cui alcune delle persone arrestate dopo il fallito colpo di stato in Turchia erano state picchiate e torturate.

In risposta all'affermazione del presidente turco, il segretario generale di Amnesty International, Salil Shetty ha dichiarato:

"Fin dal primo giorno, Amnesty International ha ripetutamente condannato le spaventose violenze commesse da coloro che avevano tentato il colpo di stato il 15 luglio. L'organizzazione ha chiesto al governo turco di consegnare alla giustizia i golpisti.

 Al tempo stesso, Amnesty International ha esortato le autorità turche a rispettare lo stato di diritto e i diritti di tutte le persone arrestate. Il governo deve rilasciare tutti gli arrestati a meno che non esista un ragionevole sospetto che essi abbiano compiuto un reato riconoscibile.

 Le gravi violazioni dei diritti umani documentate dal gruppo di ricercatori di Amnesty International in Turchia sono allarmanti. Queste conclusioni si basano su dettagliate interviste con avvocati, medici, familiari e testimoni oculari di torture in una struttura detentiva.Il numero di persone colpite dal giro di vite in corso in Turchia è scioccante. Sarebbe gravissimo se alcuni risultati ottenuti con grande sforzo, come la lotta alla tortura, dovessero andare perduti".

Amnesty International ha chiesto e ottenuto incontri con il governo e auspica di poter proseguire il dialogo. 

Amnesty International è un'organizzazione imparziale e indipendente. Abbiamo uffici e gruppi di ricercatori in tutto il mondo, compresa la Turchia, dove un gruppo ha condotto ricerche sul campo per la produzione dell'ultimo rapporto sul paese. La ricerca accurata e imparziale è un elemento fondamentale e imprescindibile del nostro lavoro. 

L'organizzazione chiede ancora una volta alle autorità turche di consentire che osservatori indipendenti abbiano accesso immediato alle persone arrestate, in qualunque luogo esse siano detenute. Amnesty International continuerà a documentare abusi e violazioni in Turchia come fa per tutto il resto del mondo.